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Pezzi di missili e armi nel fondale marino, scarichi non controllati a mare, posidonia secca con alte concentrazioni di sostanze inquinanti. E’ questa la fotografia dei filmati e delle successive analisi effettuati dal consulente tecnico d’ufficio, Stefano Corrias, chiamato nel 2011 dalla Procura di Lanusei ad analizzare lo specchio d’acqua di Capo San lorenzo, adiacente alla zona militare del poligono.

L’esperto è stato sentito oggi, nella nuova udienza del processo sui cosiddetti veleni di Quirra, dal giudice monocratico Nicole Serra nel tribunale di Lanusei. Corrias, sollecitato dai Pm Biagio Mazzeo e Daniele Loi, ha raccontato ciò che ha documentato attraverso le sue immersioni subacquee, da cui ha prodotto foto e filmati già agli atti del processo. “Nell’area marina di Murtas e di Capo San Lorenzo, dove veniva esercitata attività antropica militare abbiamo riscontrato tantissimi detriti e oggetti vari sparsi sul fondale in una area vasta indefinita – ha detto il tecnico – Detriti che secondo quanto ci hanno riferito poi i sommozzatori della Polizia di Stato, erano pezzi di missili e armi militari provenienti dal poligono. Inoltre dall’analisi delle foglie secche di posidonia, è stata rilevata un’alta concentrazione di sostanze inquinanti, come alluminio, cromo e piombo”. Corrias è stato esaminato anche dall’avvocato di parte civile Gianfranco Sollai, che ha chiesto conto di come mai quelle sostanze inquinanti siano finite in mare.

“Sarebbe necessario effettuare uno screening più ampio dell’intera baia dove si trova l’isolotto di fronte a Quirra – ha risposto l’esperto – in quanto lì sfociano due fiumi, Fulmini Durci e Fulmini Pisale, che tra l’altro attraversano una zona di interesse minerario all’interno del poligono. Per avere una risposta certa – ha chiarito – bisognerebbe effettuare un’analisi delle acque dei fiumi”.

L’udienza è stata aggiornata all’1 febbraio. Sul banco degli imputati ci sono otto ex comandanti del poligono di Perdasdefogu dal 2004 al 2010 – Fabio Molteni, Alessio Cecchetti, Roberto Quattrociocchi, Valter Mauloni, Carlo landi e Paolo Ricci – e i comandanti del distaccamento dell’Aeronautica di Capo San Lorenzo, Gianfranco Fois e Francesco Fulvio Ragazzon. Per tutti l’accusa è di omissione aggravata di cautele contro infortuni e disastri perchè non avrebbero recintato e interdetto al pubblico le zone militari.