Il dipartimento di Scienze economiche e aziendali (SEA) dell’Università degli Studi di Cagliari è stato ammesso al finanziamento dei Dipartimenti di Eccellenza 2018-2022: in base alle valutazioni dell’ANVUR (Agenzia Nazionale di Valutazione del sistema Universitario e della Ricerca) risulta tra i migliori della stessa area scientifico-disciplinare in tutta Italia.

“Questo risultato dimostra che nella nostra Università si fa ricerca di alta qualità – dichiara Micaela Morelli, Prorettore alla Ricerca di UniCa – nonostante il fatto che operi in un contesto territoriale che la pone in situazione di svantaggio rispetto ad altri Atenei. Il riconoscimento di Dipartimento di eccellenza per il SEA è quindi, oltre che un riconoscimento meritato, anche un punto di orgoglio per avere viste riconosciute nel confronto nazionale, le qualità scientifiche di tanti colleghi”.

Il “Fondo per il finanziamento dei dipartimenti universitari di eccellenza” è nato con uno stanziamento complessivo di 271 milioni di euro a decorrere dall’anno 2018 per incentivare l’attività dei dipartimenti delle università statali che si caratterizzano per l’eccellenza nella qualità della ricerca e nella progettualità scientifica, organizzativa e didattica.

“E’ un risultato che si innesta in un trend di crescita positiva del Dipartimento cominciato fin dalla sua costituzione con la direzione del prof. Francesco Mola – commenta l’attuale direttore, Paolo Mattana – Il finanziamento ottenuto ci consentirà di potenziare le nostre capacità di ricerca, di fare didattica di altissimo livello e contribuire in modo ancora più fattivo allo sviluppo del territorio, mettendo al servizio del contesto le nostre conoscenze e competenze”. L’ammissione ai finanziamenti ha riguardato solo 352 dipartimenti in tutta Italia. IL riconoscimento dell’ANVUR prevede ora un finanziamento di oltre 6,7 milioni di euro: il 70% è vincolato al reclutamento di qualità e che sarà utilizzato su quattro linee di sviluppo strategico del Dipartimento: incrementare il numero di ricercatori di riconosciuto profilo internazionale e la produttività scientifica di tutti i ricercatori, migliorare l’offerta formativa di elevata qualificazione, e incrementare l’impatto socioeconomico delle attività.

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