Cronaca

25 Febbraio 2016

Balneari, concessioni fino al 2020: Ue verso il no. Nubi sui baretti Poetto

La proroga automatica della durata delle concessioni demaniali marittime e lacustri per attività turistico-ricettive fino al 2020 è contraria al diritto europeo. Questa la conclusione dell'avvocato generale della Corte di giustizia Ue Maciej Szpunar
Ansa News
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Chiosco al Poetto

La legge con cui l'Italia ha previsto la proroga automatica della durata delle concessioni demaniali marittime e lacustri per attività turistico-ricettive fino al 2020 è contraria al diritto europeo. Questa la conclusione dell'avvocato generale della Corte di giustizia Ue Maciej Szpunar sulle cause che coinvolgono gestori sardi e la Promoimpresa operante sul lago di Garda. Le conclusioni dell'avvocato generale non sono vincolanti ma generalmente sono riprese nella sentenza che sarà emessa dalla Corte. Nelle sue conclusioni, l'avvocato generale della Corte ricorda che con vari decreti-legge emessi dal 2009 al 2012 e convertiti in legge, lo Stato italiano ha previsto la proroga automatica della durata delle concessioni demaniali marittime per attività turistico-ricreative dapprima fino al 31 dicembre 2012 e poi fino al 31 dicembre 2020. Una decisione che potrebbe pesare anche sui baretti del Poetto, le cui concessioni scadono proprio il 31 dicembre 2020, ma un eventuale no dell'unione europea, rimetterebbe tutto in discussione. 
Alcuni gestori di attività presso alcune aree demaniali marittime in Sardegna e la Promoimpresa operante sul lago di Garda hanno negli anni passati aperto contenziosi davanti ai Tar della Sardegna e della Lombardia proprio a propositi di contestazioni relative al rilascio e al rinnovo delle concessioni. Successivamente sia il Tar Sardegna sia quello della Lombardia hanno sollevato una questione pregiudiziale alla Corte Ue sulla legge italiana che prevede la proroga automatica e generalizzata della durata delle concessioni sino al 31 dicembre 2020 chiedendo di verificarne la compatibilità con il diritto comunitario e soprattutto con i principi di libertà di stabilimento, di protezione della concorrenza e di eguaglianza di trattamento tra operatori economici, nonché con quelli di proporzionalità e di ragionevolezza. I giudici italiani, secondo quanto si legge in un a nota della Corte, hanno espresso in particolare dubbi sull'automatismo della proroga poiché in questo modo si sottraggono al mercato, per un periodo irragionevolmente lungo (undici anni), delle concessioni di beni sicuramente molto importanti sul piano economico. Tale meccanismo, poi, così come congegnato, si osserva ancora nella nota, parrebbe incidere in modo eccessivamente penalizzante, e quindi sproporzionato, sui diritti degli operatori del settore, che non hanno la possibilità di ottenere una concessione, malgrado l'assenza di concrete esigenze che giustifichino il protrarsi delle proroghe. Un siffatto sistema potrebbe quindi creare una discriminazione tra gli operatori economici.
L'avvocato generale ha ritenuto fondati i dubbi espressi dai Tar e ha oggi concluso che la direttiva 2006/123/CE, relativa ai servizi nel mercato Ue, impedisce alla normativa nazionale di prorogare in modo automatico la data di scadenza delle concessioni per lo sfruttamento economico del demanio pubblico marittimo e lacustre.

A rischio posti di lavoro. "Dopo la cosiddetta legge sull'edilizia, contrabbandata dal centrosinistra come un superamento del Piano Casa, che ha paralizzato l'agro e rischia di affossare il settore della balneazione prevedendo che per i tanti comuni sprovvisti di PUL dal 2017 l'uso degli arenili sarà consentito solo per 90 giorni, ora arriva anche l'Europa ad ostacolare l'attività dei concessionari balneari". La denuncia è dei consiglieri regionali di Forza Italia, Marco Tedde e Ignazio Locci.
"Secondo l'avvocato generale della Corte di giustizia europea sottolineano - la proroga della concessioni balneari in Italia fino al 2020 sarebbe contraria al diritto comunitario". Secondo i due esponenti azzurri "la Giunta Pigliaru ed il Consiglio Regionale non possono lasciare sola una categoria che rappresenta tante famiglie e offre servizi di qualità al turismo regionale. Ci attendiamo da Pigliaru -concludono i due consiglieri regionali- una presa di posizione forte e azioni politiche incisive a difesa della categoria alle quali siamo disposti a dare il nostro incondizionato sostegno". 

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