and-quot-la-corruzione-and-egrave-entrata-nel-cuore-di-alcuni-sindacalisti-and-quot-francesco-dixit
L'area comunista come quella realmente socialista di alternativa ha, fin dalla metà degli anni '70, e con particolare virulenza negli anni '80 criticato duramente l'operato della triplice(CGIL, CISL, UIL) che, affascinata dalle sirene della globalizzazione neoliberista, ha voluto modernizzarsi per essere all'altezza dei tempi, entrando nell'orbita di una nuova configurazione della società che ridimensionasse il peso politico degli operai delle grandi fabbriche, che emarginasse le minoranze critiche, che umiliasse il pubblico impiego…1)
 
Francesco " …il sindacato rischia di smarrire la sua natura profetica, e diventare troppo simile alle istituzioni e ai poteri che invece dovrebbe criticare, alla politica, o meglio ai partiti politici, al loro linguaggio, al loro stile" 2)
 
La responsabilità dei Confederali per il trionfo del neoliberismo e della distruzione dell'economia del Paese è enorme… bassi salari, lavori umilianti, disoccupazione di massa…del ruolo dei politici ho parlato numerose volte : Prodi, D'Alema, Veltroni, Ciampi…: cavallette in un campo di grano…
 
Francesco " Le pensioni d'oro sono un'offesa al lavoro non meno grave delle pensioni troppo povere perché fanno sì che le disuguaglianze del tempo del lavoro diventino perenni"3)
 
Dato che, prima di entrare nei Cobas ed ora nella USB, ho miltato nei sindacati complici, posso testimoniare come il degrado sia andando crescendo con il tempo in termini intellettuali e conflittuali, oltre che morali.Ci si sforzava di cambiare il lessico. Andavano in disuso termini come "padrone","sfruttamento","crumiro","capitalismo","conflitto"…Tutto questo in sinergia con il recupero del mercato come supremo regolatore dell'economia cui tutti si dovevano attenere, e in particolare i sindacati che , come cagnetti docili e ben nutriti, apprendevano i nuovi valori : privatizzazioni come soluzione del problema Italia, eccessiva ingerenza dello stato negli affari privati, basta con gli sprechi (stato sociale), libera concorrenza, meridione arretrato perché privo di iniziativa, dipendenti pubblici fannulloni, insegnanti incapaci…
 
Francesco " Non c'è una buona società senza un buon sindacato, e non c'è un sindacato buono che non rinasca ogni giorno nelle periferie…che non dà voce a chi non ce l'ha. E che non comprenda una sana cultura dell'ozio, per esempio del tempo che si può dedicare ai figli e alla famiglia" 4)
 
Il passaggio definitivo da sindacato concertativo a sindacato complice si attua il 10/1/14 con l'accordo sulla rappresentanza sindacale con la Confindustria
" Noi CGIL-CISL-UIL-CONFINDUSTRIA riteniamo che nel mondo del lavoro si renda necessaria la monarchia sindacale per mettere fine ad un'inutile conflittualità che ci fa perdere il treno dell'Europa e ridurre in modi intollerabili produttività e competitività
Quindi decretiamo:
1)Ai fini della misurazione del voto espresso dalle lavoratrici e dai lavoratori nella elezione della Rappresentanza Sindacale Unitaria varranno esclusivamente i voti assoluti espressi per ogni Organizzazione Sindacale aderente alle Confederazioni firmatarie della presente intesa"
2)Sono ammesse alla contrattazione collettiva nazionale le Federazioni delle organizzazioni sindacali firmatarie del presente accordo che abbiano… nell'ambito di applicazione del contratto collettivo nazionale di lavoro una rappresentanza non inferiore al 5%
3) I contratti collettivi nazionali di lavoro sottoscritti…dalle organizzazioni sindacali che rappresentino il 50%+1 della Rappresentanza, previa consultazione certificata delle lavoratrici e dei lavoratori…saranno efficaci ed esigibili…
4)…le parti firmatarie e le rispettive Federazioni si impegnano a dare piena applicazione e a non promuovere iniziative di contrasto agli accordi così definiti…" 5)
Felicissimo Squinzi presidente di Confindustria "…regole che contrasteranno il diritto di sciopero e favoriranno sanzioni per mancato rispetto e le conseguenti violazioni"
 
Francesco " Il capitalismo di oggi non comprende il valore del sindacato, perché ha dimenticato la natura sociale dell'economia, dell'impresa, della vita, dei legami e dei patti. Ma forse anche la nostra società non lo vede lottare abbastanza nelle periferie esistenziali, tra gli scartati dal lavoro, tra gli immigrati, i poveri" 6)
 
Questo è lo stato delle cose. 7) Il Pontefice che è uomo ricco di contraddizioni antagoniste, contestato giustamente e ingiustamente, in questi giorni ha voluto esprimere le sue riflessioni sullo sfascio sociale che devasta il Paese e ne ha dato la responsabilità senza mezzi termini ai "politici" e ai sindacati confederali, confermandosi in mezzo ad una accozzaglia di mediocrità pietose-forse senza volerlo- come la personalità di più alta statura politica presente nel nostro Paese. 8)