saldi-partenza-in-chiaroscuro-calo-medio-del-7-le-famiglie-non-spendono-pi-and-ugrave-di-220-euro

Partenza dei saldi in Sardegna in chiaroscuro. Non è soddisfacente l’andamento di questo primo mese dei ribassi nell’Isola. Da un’analisi di Confcommercio Sardegna, si rileva un calo medio del 7% rispetto allo scorso anno su base regionale, leggermente superiore a quanto sta avvenendo a livello nazionale, come rilevato da Federmoda – Confcommercio. La spesa media per famiglia si attesta sui 220 euro e 95 euro per persona: il 38,6% sino a 50 euro e il 39,4% tra i 50 e i 100 euro. Solo il 14,1% spende tra i 101 e i 200 euro, mentre sopra questa cifra la percentuale si dimezza sino al 7,9%.

 

Un segnale positivo la ripresa degli acquisti con carta di credito, che ha registrato nella classifica nazionale, un – 15,8% relativo alla Sardegna , rispetto al – 21,30% registrato a maggio scorso nella nostra Isola.

I prodotti più acquistati sono abiti, accessori griffati, jeans e pantaloni. Non esultano gli imprenditori, la maggior parte dei quali si dice poco soddisfatto e deluso dall'andamento della stagione.

 

Si è partiti con percentuali di saldo interessanti, dal 25/30%, e con una vasta offerta di prodotti. In fase iniziale, soprattutto nei grandi centri, c’è stato un flusso notevole, concentrato nei primi due fine settimana. Poi la situazione delle vendite è andata affievolendosi e si spera in una ripresa anche con l’arrivo di più consistenti flussi turistici attesi per il mese di agosto.

 

“Auspico che il secondo mese dei saldi, che può contare anche sui maggiori flussi turistici nella nostra Isola – ha affermato il Presidente Regionale di Confcommercio, Agostino Cicalò – possa dare una ulteriore boccata di ossigeno alle imprese dei settori interessati ai saldi ed all’economia complessiva della Sardegna. Il dato di partenza non soddisfacente costituisce, tuttavia, l’ennesima testimonianza della sofferenza delle famiglie e delle imprese Sarde. Crisi che non potrà essere subita passivamente, ma che richiede concretezza e più incisive sinergie per un Patto rivolto ad aggredire l’emergenza e ad innescare progetti di effettivo sviluppo”.