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È stato condannato a 30 anni di reclusione Giuseppe Pintus, il 37enne accusato di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione per aver ammazzato il 23 settembre del 2013 l'ex fidanzata, Marta Deligia, 27 anni, strangolata sotto casa mentre si recava al lavoro a Villacidro, nel Medio Campidano. Il Gup del Tribunale di Cagliari, Cristina Ornano, ha confermato la richiesta di condanna formulata dal pubblico ministero Danilo Tronci.
Secondo l'accusa, Pintus non si sarebbe mai rassegnato alla fine della relazione con la giovane donna: l'avrebbe perseguitata con continue telefonate e messaggi e riempita di regali che lei puntualmente rifiutava. All'inizio nessuna denuncia della vittima alle forze dell’ordine per paura di danneggiare l'ex fidanzato, poi però la richiesta di aiuto al Questore e la firma di un primo provvedimento di ammonimento.
La sera dell'aggressione, dopo una violenta discussione, Pintus strinse il braccio attorno al collo di Marta, soffocandola. 

Le reazioni. "Volevamo l'ergastolo. Non saremo mai soddisfatti, Marta meritava di vivere come tutti, ci sarà sempre da piangere". Sono le parole di Antonello e Roberto Deligia, i fratelli di Marta, la 27enne di Villacidro strangolata nel 2013, dopo la sentenza con cui l'ex fidanzato, Giuseppe Pintus, è stato condannato a 30 anni.

Alla parte civile, rappresentata dagli avvocati Danila Anesa Melis e Rinaldo Saiu, è stata riconosciuta una provvisionale di 400 mila euro, di cui 200 mila alla madre di Marta e 100 mila a ciascuno dei fratelli. Il risarcimento sarà invece discusso in altra sede. "Noi volevamo nostra sorella, ormai la nostra vita è stata rovinata – dicono fuori dall'aula del Tribunale di Cagliari Antonello e Roberto – La cosa che ci fa piacere è che il giudice ha riconosciuto la gravità dei fatti".
Dello stesso avviso i legali di parte civile. "Siamo soddisfatti per l'operato della magistratura – sottolineano – sono state fatte indagini minuziose, la famiglia è stata ascoltata, si è prestata molta attenzione al caso".
Marta viene uccisa il 23 settembre 2013. All'alba esce di casa per andare al lavoro e mentre cammina viene avvicinata da Pintus. Il giovane l'afferra e la strangola, poi carica il cadavere a bordo della sua auto e si allontana. Solo dopo alcune ore e numerose telefonate in cui Pintus annuncia di volersi suicidare, il 37enne viene rintracciato e si recupera il cadavere della giovane donna. Per molti un delitto annunciato.
Marta, infatti, dopo i primi tentennamenti, si era decisa a denunciare l'ex fidanzato per stalking e proprio il giorno del delitto a Pintus fu notificato l'ammonimento del Questore. 

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