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Primo processo da detenuto per Salvatore "Doddore" Meloni, il leader indipendentista sardo in carcere dal 28 aprile per scontare due condanne già passate in giudicato per una pena complessiva di cinque anni e otto mesi.

Meloni, ormai all'undicesimo giorno di sciopero della fame e della sete, è apparso provato rispetto alle sue ultime uscite da libero cittadino ma è stato come sempre molto fermo e deciso a respingere, rigorosamente in lingua sarda, l'accusa di evasione fiscale contestata per il 2010 dalla Guardia di Finanza nell'ambito di un'indagine legata alla richiesta di ammissione al gratuito patrocinio. Secondo i testimoni dell'accusa, l'attuale comandante provinciale della Guardia di Finanza Marco Iannicelli e il maresciallo capo Mario Rotunno, Meloni in particolare aveva omesso di denunciare circa 13 mila euro provento dell'affitto di alcuni locali commerciali intestati alla società Maluentu.

"Non possiedo una sola azione della Maluentu srl e dal 2008 mi occupo solo di politica", ha replicato Meloni (assistito anche in questo processo dall'avvocata Cristina Puddu) spiegando che anche in questo caso sarebbe stato chiamato in causa ingiustamente come amministratore di fatto della società. La prossima udienza è stata fissata per il 10 luglio.