tribunale

Prima la protesta in piazza, ora i docenti sardi si preparano ai ricorsi in tribunale: dopo il sit in di lunedì, molti professori sardi con le valigie aspettano i prossimi giorni per capire quale sarà la loro sede per l’anno scolastico ormai alle porte. “La Uil – spiega il segretario regionale del comparto scuola, Giuseppe Corrias – ha già messo a disposizione degli insegnanti un legale. E sono già arrivate una trentina di adesioni, che potrebbero crescere nei prossimi giorni.

Se non dovessero essere accolte le domande di assegnazione sui posti di sostegno per evitare il trasferimento fuori provincia o lontano dalla Sardegna potrebbe partire la battaglia davanti ai giudici”. “Attualmente – precisa Corrias – il numero dei docenti specializzati è largamente inferiore rispetto ai posti di sostegno disponibili. E puntiamo sul fatto che ci sono due ordinanze che costituiscono altrettanti precedenti: dicono che quei posti devono essere assegnati innanzitutto ai docenti di ruolo”. Entro i prossimi giorni la risposta della scuola sarda con le assegnazioni e le utilizzazioni.

“In caso di esito negativo – preannuncia Corrias – partiranno i ricorsi con procedimenti d’urgenza in modo che ci sia presto un pronunciamento cautelare”. L’obiettivo è quello di definire la situazione prima dell’avvio dell’anno scolastico. Proprio lunedì i docenti che rischiano di dover lasciare la Sardegna o di dover comunque fare i pendolari dell’insegnamento hanno manifestato le loro ragioni davanti all’Ufficio scolastico regionale di Cagliari in piazza Galilei. I sindacati, sempre lunedì, hanno incontrato il direttore scolastico regionale, Francesco Feliziani, e il presidente della Regione, Francesco Pigliaru.