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Lettera aperta dei coordinatori regionali sardi di Possibile, Mdp-Articolo 1 e Sinistra Italiana ai dirigenti nazionali dei propri partiti per sollecitare la chiusura immediata “della fase dei distinguo, delle mille dichiarazioni giornaliere di precisazione, dei convegni in cui si parla tra noi di noi per aprire una nuova fase”, e “urgentemente cambiare passo”.

“Dimostriamo che abbiamo deciso di tornare tra la gente a testa alta con le nostre idee. La pazienza non è infinita e non c’è più tempo da perdere – scrivono Thomas Castangia di Possibile, Yuri Marcialis di Mdp-Articolo 1 e Roberto Mirasola di Sinistra Italiana -. In questo Paese c’è chi da mesi attende proposte ed idee per uscire da una situazione di stallo ed arretramento delle condizioni economiche e sociali delle persone. Alle persone interessa sapere in che modo intendiamo cambiare il nostro Paese e la loro vita mentre rimangono del tutto indifferenti davanti alle discussioni sulle sigle, sui nomi, sul tasso di purezza degli interlocutori. Saremmo dovuti partire mesi fa per spiegare, nei luoghi dove la gente vive sulla propria pelle i problemi, quali sono le nostre proposte”.

Di fronte a “un eterno tira e molla, fra improvvise e gradite accelerazioni e brusche frenate”, secondo i coordinatori sardi dei tre partiti “la percezione esterna di tutto questo è ormai quella di un infinito dibattito ombelicale che riguarda gli addetti ai lavori. E’ una narrazione in parte indotta a cui non riusciamo a sottrarci anche per nostre precise responsabilità”. Invece Castangia, Marcialis e Mirasola credono che occorra dimostrare “che siamo una nuova classe dirigente capace di uscire dal guscio, di affrontare a viso aperto le sfide che il Paese ha davanti. Se questo accadrà saranno in tanti ad ascoltarci, a capire che non siamo la solita minestra riscaldata ma un opportunità per il Paese. La sfida è diventare il vero voto utile per cambiare le cose, finendola di definirci in relazione ad altri e caratterizzandoci per le cose che vogliamo fare”.