epa06991885 A view of damage on the rooftop of Al-Waddan Hotel after rockets fired by unknown militants fell over Tripoli, Libya, 01 September 2018 (issued 02 September 2018). According to reports, rockets hit several parts of Tripoli on 01 September including the Al-Waddan Hotel, which is only 100 meters away from the Italian embassy, and Ben Ashour area near prime ministerâs office as fighting renewed between rival factions in the capital. At least 39 people, including civilians, were killed in the fresh clashes that erupted over the past few days. EPA/STR

“Sotto gli auspici” dell’inviato speciale dell’Onu in Libia, Ghassan Salamé, “un accordo per il cessate il fuoco é stato raggiunto e firmato oggi per porre fine a tutte le ostilità, proteggere i civili, salvaguardare la proprietà pubblica e privata e riaprire l’aeroporto di Mitiga”: lo scrive un tweet dell’Unsmil sintetizzando l’intesa raggiunta fra le milizie. L’intesa di oggi “non punta a risolvere tutti i problemi della sicurezza della capitale della Libia: cerca un accordo quadro sul modo di iniziare ad affrontare tali questioni”, si afferma in un altro tweet. “Tutte le parti firmatarie si impegnano a trovare una soluzione politica, alla cessazione delle ostilità e alla creazione di un meccanismo che controlli il cessate il fuoco”, si afferma in un testo di accordo in sette punti rilanciato dall’account twitter di Al Ahrar con una foto.

Il ministro degli Esteri Moavero Milanesiconsidera molto positive le prime notizie arrivate da Tripoli sul raggiungimento di un accordo per il cessate il fuoco nella capitale della Libia. L’intesa è scaturita dalla riunione convocata sotto gli auspici del Rappresentante Speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite Ghassan Salamé, con il quale il ministro ha parlato più volte e si è congratulato per gli sforzi profusi e la determinazione mostrata. Lo afferma una nota della Farnesina

Palazzo Chigi, lavoriamo a conferenza di novembre – Il governo italiano continua a mettere a punto la Conferenza sulla Libia che si terrà in Italia a novembre. Nel vertice di oggi a Palazzo Chigi, si legge in una nota ufficiale di Palazzo Chigi, “sono stati definiti alcuni dettagli” sull’appuntamento. “Il governo – si legge nel testo – resta estremamente concentrato nel seguire gli sviluppi in atto in Libia nell’auspicio di un superamento delle attuali tensioni. “Anche in vista del vertice dei Capi di Stato e di governo del 20 settembre a Salisburgo, la priorità dell’Italia resta quella di ottenere più fondi nel bilancio dell’Unione europea – rispetto a quelli attualmente previsti – per gli interventi di sviluppo socio-economico dei Paesi da cui partono i migranti. L’obiettivo è creare le condizioni per ridurre le partenze”. E’ quanto si legge in una nota di Palazzo Chigi al termine della riunione di oggi su immigrazione e Libia.

Francia, non siamo contro Italia, la sosteniamo – “Gli sforzi della Francia non sono diretti contro nessuno, certamente non contro contro l’Italia, di cui sosteniamo l’iniziativa di organizzare una nuova conferenza su questo dossier importante per i due Paesi”: lo ha detto il ministero degli Esteri della Francia rispondendo ai media transalpini dopo le critiche contro Parigi sul dossier libico mosse in primis dal vice premier e ministro dell’Interno Matteo Salvini. “L’iniziativa francese – aggiungono a Parigi – va in sostegno agli sforzi delle Nazioni Unite per mantenere uno scenario di uscita dalla crisi politica”. Un riferimento, in particolare, alle riunioni promosse dal presidente Emmanuel Macron a La Celle-Saint-Cloud, vicino Parigi, nel luglio 2017, e all’Eliseo nel maggio scorso e a cui sono stati invitati tutti i partner coinvolti nella risoluzione della crisi libica, Italia inclusa. “La Francia – insiste la diplomazia francese in risposta alle dichiarazioni di Salvini e della ministra della Difesa Elisabetta Trenta – agisce con l’insieme dei Paesi coinvolti nella crisi libica, che si tratti di Paesi vicini, Algeria, Tunisia, Ciad ed Egitto, o il Regno Unito, gli Usa, ed ovviamente l’Italia”.

Centinaia di migranti africani sarebbero fuggiti da un centro di detenzione nei pressi dell’aeroporto di Tripoli, approfittando del caos di queste ore. Ne dà notizia il sito della Reuters, citando fonti umanitarie secondo cui fino a 1.800 persone potrebbero aver abbandonato la struttura. Un video postato sui social media mostra lunghe file di africani, alcuni con buste di plastica in mano, incamminarsi via dal centro vicino all’ex aeroporto internazionale. Fonti del governo libico hanno però negato la circostanza

LA SITUAZIONE A TRIPOLI – Il Consiglio presidenziale del governo di accordo nazionale libico del premier Fayez Al Sarraj ha “deciso la formazione di un comitato di crisi, in seduta permanente fino al ritorno della stabilità” nella capitale libica, per “seguire gli sviluppi a Tripoli e mettere a punto le misure di sicurezza e amministrative necessarie”. Lo stabilisce un decreto pubblicato su Fb dall’Ufficio informazioni del premier. “Sotto la direzione” di Sarraj, riunisce i ministri di Interno, Finanze, Esteri, Enti locali e sottosegretari di Difesa e Migranti. Un ‘incendio è divampato nell’ambasciata degli Stati Uniti’ a Tripoli, ha scritto il sito Alwasat, a proposito della sede della rappresentanza diplomatica che notoriamente è chiusa.