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Ha procurato una punizione dal limite poi battuta addosso alla barriera da Insigne. E ha tirato in porta due volte in maniera pericolosa.

Basterebbero questi tre episodi per promuovere con un buon voto l’esordio in Nazionale maggiore a ventuno anni. Ma Nicolò Barella ha fatto molto di più: ha tenuto bene la posizione, scambiato bene con i compagni di fascia e di reparto, preso iniziative giocando con la tranquillità che lo ha sempre contraddistinto sin dalle prime apparizioni con il Cagliari. Insomma, nell’amichevole con l’Ucraina ha fatto capire di poter essere utile alla causa anche in partite da tre punti come quella che l’Italia giocherà tra pochi giorni con la Polonia. E alla fine sono arrivati i complimenti del ct Roberto Mancini. Prima una affettuosa mano sui capelli al momento dell’uscita dal campo al 77′. Poi il giudizio a partita conclusa: “Ottima gara”.

Tutta la Sardegna ha seguito con gli occhi incollati allo schermo le sue giocate. Anche perché non capita così spesso che un sardo giochi in Nazionale: prima di lui soltanto Cuccureddu, Matteoli, Zola, Sirigu, Sau e Cossu. Barella è il settimo giocatore isolano a vestire la maglia azzurra. Ed è di gran lunga, classe 1997, il più giovane della truppa visto che gli altri, ad eccezione di Sirigu (23), hanno esordito tutti dopo i 25 anni. Un predestinato azzurro: sin da quando era praticamente un bambino ha vestito tutte le maglie delle giovanili. Under 15, 16, 17, 18, 19, 20, 21. E ieri la Nazionale maggiore. Mancini lo ha fatto giocare a sinistra nel centrocampo a tre insieme a Verratti e Jorginho. Dopo alcune buone iniziative ha impensierito e costretto alla deviazione in angolo il portiere avversario dopo una bella conclusione di destro da fuori area.

Occasione ancora più ghiotta sempre nel primo tempo, questa volta con il sinistro: tiro al volo pronto e diretto in porta. Ma gol negato da una respinta di un difensore ucraino. Nella ripresa bella la sua discesa centrale fermata solo con le cattive al limite dell’area. Partita sicuramente di gran personalità: non ha sentito più di tanto la paura dell’esordio. Ora c’è la Polonia: Barella si è conquistato sul campo il diritto a una seconda volta. Niente da fare, invece, per il compagno di squadra Cragno: il portiere, che nelle gerarchie è dietro Donnarumma, Perin e Sirigu, deve ancora aspettare.