Soluzioni rapide per affrontare la crisi e ottenere prezzi più remunerativi dalla vendita del latte. E’ ciò che hanno chiesto i rappresentanti dei pastori che oggi sono stati ascoltati nella prima seduta della commissione agricoltura presieduta da Pietro Maieli (Psd’Az). Secondo il Movimento dei pastori sardi occorre innanzitutto metter mano a una legge che regolamenti il sistema: “Il mercato è in mano ai trasformatori – ha detto Felice Floris – non è possibile che i rischi d’impresa siano scaricati solo sui produttori. Le eccedenze di produzione devono essere gestite da altri soggetti in modo da impedire azioni speculative. La nostra proposta è quella di una legge ad hoc per stabilire, una volta per tutte, regole certe e durature”.

Per Andrea Cinus (Aspi), un ruolo fondamentale potrebbero svolgerlo le Op (organizzazioni di produttori): “La sovraproduzione di latte va indirizzata verso mercati esteri oppure verso una trasformazione diversificata del prodotto (pastorizzazione o polverizzazione del latte)”.

L’associazione Più Sardegna ha sollecitato un contratto certo che stabilisca un prezzo annuale e distribuisca equamente vantaggi e rischi dell’andamento del mercato su pastori e trasformatori. Infine, il movimento Pastori sardi autorganizzati ha sollecitato un azzeramento dei vertici dei Consorzi di tutela: Sono governati da 30 anni dalle stesse persone – ha rimarcato Gianuario Falchi – serve un cambio di rotta. Devono essere i pastori a rappresentare la categoria. A guidare queste strutture serve un manager che studi i mercati e guidi la produzione”. Presente al dibattito anche l’assessora all’Agricoltura Gabriella Murgia, che ha ricordato di essere “al lavoro da pochi giorni, ma stiamo seguendo da vicino la vertenza per intervenire sulle criticità”.