“E’ iniziato all’insegna dei vecchi problemi il nuovo anno nelle carceri della Sardegna. La conferma arriva dai dati del Ministero della Giustizia che presentano un quadro significativo sulla presenza oltre il limite regolamentare in tre istituti. La situazione più pesante a Oristano-Massama dove, a fronte di 265 posti, sono ristrette 280 persone (+105,6%). Quasi tutti ergastolani in regime di AS3 con circa 150 Agenti di Polizia Penitenziaria”. Lo sostiene Maria Grazia Caligaris, presidente dell’associazione “Socialismo Diritti Riforme”.

“A Badu ‘e Carros – sottolinea – sono indicati 381 posti e 282 detenuti. In realtà una sezione di circa 90 posti è chiusa per lavori ne consegue che i ristretti hanno a disposizione circa 290 posti. Anche Nuoro, che ospita peraltro alcuni esponenti legati al terrorismo islamico, è quindi ormai prossimo alla saturazione come Lanusei (28 presenza per 33 posti) e Alghero (156 su 156). Va meglio a Tempio con 153 presenze per 168 posti”.

“Sono oltre il limite regolamentare, benché in misura minore, anche Cagliari-Uta (565 presenze per 561 posti, con una sezione di circa 30 detenuti in regime AS) e Sassari-Bancali (460 su 454 con una novantina al 41bis). Frattanto – aggiunge Caligaris – sono ripresi i lavori, la cui conclusione è prevista per il 26 agosto prossimo, nel Padiglione destinato al regime di massima sicurezza a Cagliari-Uta. E’ quindi previsto, entro l’anno, l’arrivo di una novantina di personaggi di spicco della criminalità organizzata. Ciò comporterà il trasferimento degli attuali nelle strutture di Tempio, Massama e Nuoro”.

“Dobbiamo segnalare ancora una volta, purtroppo, che le Colonie Penali con 692 posti sono occupate solo per poco più della metà – denuncia – Ci sono infatti complessivamente 364 detenuti prevalentemente stranieri. Nella Casa di Reclusione di Arbus su 100 ristretti 82 sono stranieri; a Mamone sono 139 su 175 mentre a Isili sono 44 su 89. Insomma il più volte annunciato rilancio delle Colonie ancora non si è verificato. Sono infatti un ricordo gli anni in cui le produzioni agricole e lattiero-casearie erano un vero fiore all’occhiello dell’amministrazione penitenziaria”.

“Con il nuovo anno non è cambiato neppure il numero dei Direttori – conclude – La Sardegna si distingue per la gravissima carenza (4 su 10 istituti) a cui si aggiunge quella degli Agenti, degli amministrativi e dei funzionari giuridico-pedagogici”.