A student follows an online lesson in front of the personal computer due to the closure of the schools for the emergency from COVID-19, Milan, April 2, 2020. ANSA / MATTEO CORNER

Sono sempre meno i sardi che vanno oltre il diploma. Secondo uno studio di Con i Bambini e Openpolis su dati Istat 2017, la Sardegna è la regione che fa registrare il maggior numero di abbandoni scolastici con il 21,2% della popolazione tra i 18 e i 24 anni contro una media nazionale del 14% (10% nel centro nord). Secondo lo stesso report, il 20% dei ragazzi italiani del Mezzogiorno, non possiede un pc o un tablet, il 23,5% dei sardi non ha una connessione internet a casa, e quasi il 40% di coloro che possono connettersi non raggiunge la velocità di 30Mbps (sufficiente per partecipare senza problemi alle videolezioni). “Si tratta di due dati che sono già fortemente legati, dal momento che al giorno d’oggi gli strumenti informatici e la connessione sono fondamentali nella formazione – spiega il presidente di Acli Cagliari Mauro Carta -, ma nel periodo post Covid, non essere in grado di avere accesso alla rete potrebbe tradursi nell’impossibilità effettiva di prendere parte alle lezioni con profitto: l’esperienza del lockdown ha già mostrato con brutale chiarezza le difficoltà che hanno dovuto affrontare le famiglie alle prese con la formazione a distanza e lo smart working, tra condivisione di dispositivi, lentezza delle reti, mancanza di competenze di base”.

Già da aprile scorso le Acli di Cagliari si sono attivate per offrire S.O.S. Informatica, un servizio di supporto tecnologico gratuito per lo smart working, l’e-learning, le piattaforme di web conference, il file sharing professionale, i software di accesso remoto e, molto importante, la sicurezza informatica. È chiaro che senza investimenti importanti sul territorio, nelle scuole e nella formazione di docenti e alunni si rischia di andare incontro a un’impennata dei dati sull’abbandono scolastico nel prossimo futuro.

“Il decreto Cura Italia ha messo a disposizione a livello nazionale 85 milioni di euro per dotare le scuole di dispositivi e per formare il personale. A questi si aggiungono altri 80 milioni del Piano operativo Miur per l’acquisto di dispositivi informatici (1,6 milioni per la Sardegna). Ma questi fondi potrebbero non essere sufficienti – conclude Carta – dal momento che la situazione di partenza dell’isola fa registrare (dati OCSE): 39,9 alunni per pc in classe (media nazionale 41), 356,9 alunni per dispositivo mobile (media nazionale 62,80), 11 alunni per pc nei laboratori (media nazionale 11,6), 8,4 alunni su tecnologie totali (media nazionale 7,90)”.