“Il Covid non uccide più: è un’influenza, se inquadrato subito e gestito bene non porta alla morte”.

E’ bastato questo passaggio di un video dell’ortopedico sassarese Carlo Doria, candidato del centrodestra alle suppletive del Senato nel nord Sardegna, a scatenare la polemica con le reazioni immediate degli avversari di Pd e 5 stelle. In un video Doria – componente dell’unità di crisi locale per l’emergenza coronavirus – afferma che il virus “è la piaga del 2020, che ci trascineremo per qualche tempo. Ma sono stati fatti dei passi avanti e non porta più alla morte come i primi mesi. Io voglio lanciare un allarme, non quello del dilagare del virus, ma un altro ben più pericoloso: oggi il Covid è causa di una grande limitazione delle libertà personali. La chiusura delle discoteche e dei locali pubblici è un provvedimento smisurato. Il governo nazionale si nasconde dietro il Covid per non affrontare i problemi del lavoro, della disoccupazione: emergenze che necessitano di interventi”. Parole che il Pd definisce “pericolose e irresponsabili”.

“Affermazioni sconcertanti – dichiarano in una nota congiunta i deputati dem Romina Mura, Andrea Frailis e Gavino Manca – In tempo di pandemia è gravissimo che un medico possa affermare che il virus sia uno stratagemma del Governo per spaventare gli italiani. E’ triste constatare che la destra usi questi argomenti in campagna elettorale”. Dello stesso avviso il deputato del M5S e presidente della commissione Giustizia della Camera, Mario Perantoni: “È sconcertante, oltre che preoccupante, l’allineamento del candidato Carlo Doria alla campagna provocatoria di disinformazione promossa da Meloni e Salvini. È imbarazzante il fatto che un medico minimizzi i rischi e la pericolosità del virus e si lasci persuadere dalla propaganda piuttosto che dalla scienza, al solo scopo di delegittimare il Governo”.