“Pazienti sospetti Covid 19 lasciati in pronto soccorso senza assistenza dedicata e, cosa gravissima, con il bagno in comune con altri pazienti che attendono l’esito del tampone. Una situazione che ha dell’incredibile e che oggi voglio denunciare con forza: al momento il pronto soccorso dell’ospedale di Nuoro è sprovvisto della cosiddetta Zona grigi ovvero di un’area circoscritta destinata ai casi che non possono essere dimessi a domicilio in attesa degli esiti del tampone”. La deputata del Movimento 5 Stelle Mara Lapia è tornata ancora una volta sulla condizione in cui versa il pronto soccorso del San Francesco, “ormai prossimo al collasso non solo per la mancanza di medici ma anche per la pessima organizzazione degli spazi da parte della Direzione della Assl di Nuoro”.

La denuncia è arrivata nel corso del confronto avvenuto in seno al Comitato di distretto sociosanitario di Nuoro convocato questa mattina dal presidente, il sindaco di Orani Antonio Fadda. “La mancanza di una zona grigi in grado di assicurare une gestione ottimale dei casi sospetti – ha sottolineato la parlamentare – sta causando un imbuto tra il pronto soccorso e il reparto di degenza perché le aree che a marzo erano adibite a questo scopo sono ora occupate dai Covid accertati. Succede dunque che i pazienti Covid 19 sostano nel pronto soccorso in attesa di posto letto anche per 24 ore. Rimangono lì, senza assistenza dedicata e dividendo il bagno con gli altri pazienti in attesa di tampone. Ad aggravare questa situazione c’è l’impossibilità a trasferirli in tempi rapidi altrove perché anche i presidi ospedalieri di Sassari e Cagliari sono pieni e perché non c’è la disponibilità di tamponi rapidi che in circa in un’ora potrebbero dare indicazioni utili”.

Le criticità si sommano e creano ulteriori disagi. “L’ultimo episodio che mi è stato segnalato è , se possibile, ancora più inquietante : la presenza di alcuni casi sospetti negli ambulatori del Pronto soccorso in quello che viene considerato “percorso pulito” perché nella sala sospetti c’era un Covid accertato. Questo – ha detto Lapia – ha comportato che i pazienti “normali” siano stati ospitati dentro le ambulanze nel piazzale. Sono rimasti lì per ore e anche in questo caso senza assistenza. Non solo: la conseguenza diretta di questa situazione è stato il blocco delle ambulanze del 118 che non hanno potuto fare altri interventi nel territorio. Ora mi chiedo se non sia davvero giunto il momento da parte della dottoressa Cattina non solo di fare autocritica ma, finalmente, di far seguire alle promesse i fatti. Sono tanti i medici che vorrebbero lavorare a Nuoro e che non sono stati degnati di una risposta da parte della direzione. Quelli che ci lavorano sono abbandonati a loro stessi. Questa situazione, non degna di un paese civile, è inaccettabile”.

La deputata Lapia si è soffermata su altre due importanti questioni: l’ Igiene pubblica e l’Areus. “Chiedo all’assessore regionale della Sanità, Mario Nieddu – ha detto Lapia – cosa intenda fare per i medici igienisti dell’Igiene pubblica, che a Nuoro e sul resto del territorio, di fatto, non esiste più .L’igiene pubblica è stata smantellata e il drammatico risultato è sotto gli occhi di tutti: con una struttura ridotta ai minimi termini non si riesce a intercettare e contrastare il diffondersi dei nuovi casi di Covid 19 . L’Usca non è una soluzione e in ogni caso i giovani medici in forze all’unità speciale devono essere coordinati dai loro colleghi dell’Igiene pubblica non ci sono perché andati in pensione o trasferiti e mai sostituiti. La cronica carenza di organico di recente ha portato alla sospensione nelle vaccinazioni in alcuni centri della Provincia (Siniscola e Oliena) e anche la chiusura della bare avviene con ritardo”. L’ultima, incalzante domanda riguarda l’azienda di emergenza –urgenza . “Non mi è chiaro – ha concluso rivolgendosi all’assessore Nieddu – se la legge di Riforma approvata di recente implichi in qualche maniera un trasferimento della sede dell’Areus. Delegare alla Giunta regionale la decisione sulla sede dell’Areus e quindi un suo eventuale spostamento da Nuoro in altre zone della Sardegna è una questione che incontrerebbe una strenua resistenza. Sappia l’assessore che mi opporrò con tutte le forze ad una simili eventualità. Non solo non ritengo necessario non spostare l’Areus dal territorio del centro Sardegna per evitare di sguarnirlo di importanti presidi ma Nuoro risulta baricentrica rispetto all’Isola, requisito importante per il coordinamento del servizio di emergenza urgenza”.