Si annuncia una battaglia difficile, ma di vitale importanza quella intrapresa dalla Comitato per il diritto alla salute della Provincia di Oristano che oggi ha avviato una raccolta firme in ben 36 comuni, nel massimo rispetto delle norme anti Covid19, per chiedere alle istituzioni non solo di adottare misure urgenti per garantire l’abbattimento delle liste d’attesa per visite specialistiche e accertamenti diagnostici in tempi rapidi, ma assicurare anche un adeguamento alle esigenze di un bacino d’utenza di livello provinciale dell’organizzazione e degli organici dei servizi territoriali ed ospedalieri.


“La petizione è solo un inizio” – ha dichiarato la dottoressa Maria Teresa Marras medico oristanese e una delle promotrici della petizione -“un modo per dire alla politica regionale: noi cittadini sappiamo, siamo informati di quello che accade e siamo parte attiva. Non intendiamo più farci cadere le decisioni dall’alto”.

Proprio in questi giorni, con la chiusura del pronto soccorso dell’ospedale San Martino, la pandemia ha scoperchiato il vaso vuoto della sanità oristanese e ha mostrato, con evidenza mai raggiunta prima, gli enormi limiti della sanità sarda con conseguente incapacità di tener conto delle necessità e della salute dei sardi.
“Il Covid ha messo allo scoperto con maggiore drammaticità una situazione preesistente, che si trascina da anni.
Con l’epidemia si sono allungate le liste d’attesa, si sono bloccati gli screening dei pazienti cronici e tumorali, si sono annullati gli interventi programmati” continua la dottoressa Marras.

Il comitato, nato appena qualche settimana fa su Facebook, ha subito raccolto migliaia di adesioni e ricevuto centinaia di segnalazioni sui disservizi in tutto il territorio oristanese con testimonianze talvolta drammatiche da parte di pazienti, familiari, medici e operatori sanitari.
“C’è una risposta inaspettata da parte dei cittadini e questa è certamente la soddisfazione maggiore” conclude la dottoressa.