Sentieri del Sud Sardegna | Scoprire l'isola a piedi

In tempi di distanziamento sociale, in cui tra le poche attività permesse è ancora contemplata l’attività sportiva all’aperto, le passeggiate e i trekking sono un’occasione di svago molto preziosa.

Sono due i percorsi storico-naturalistici, sorprendenti e suggestivi, che proponiamo oggi, adatti a tutti gli amanti delle lunghe camminate, dei panorami mozzafiato e dell’outdoor. 

Sentiero della Sella del Diavolo

Sella del Diavolo, Cagliari – Credits: elena_krivorotova.

Il percorso parte dal piazzale della spiaggia di Calamosca ed è da qui che inizia subito un sentiero in salita, fatto di stradine sterrate che si nascondono tra la macchia mediterranea. 

È una passeggiata in cui si è sempre in compagnia del mare. Da qualunque parte si guardi, non si può fare a meno di rimanere incantati dalla vista che ci si trova davanti. 

Ma il mare non è l’unica bellezza di cui si può godere durante il percorso a piedi. Ci sono infatti la Torre dei Segnali con il Faro di Calamosca, Cagliari vista dall’alto, il Poetto, il porticciolo turistico di Marina Piccola, le saline e Cala Fighera.
In più, si possono vedere anche la Torre di Sant’Elia, quella del Poetto, i ruderi delle installazioni militari della II guerra mondiale e i resti del monastero di Sant’Elia. 

Il sentiero naturalistico ed archeologico è percorribile in circa 90 minuti. Bastano scarpe comode e robuste e un abbigliamento adatto alle lunghe camminate, e la Sella del Diavolo può essere esplorata da chiunque lo voglia. 

Escursione lungo l’antica strada romana da Chia

Città di Nora, Pula -Credits: filip fuxa

Scarpe da trekking, vestiti comodi, zaino e borraccia sono essenziali anche per affrontare il sentiero lungo la strada romana che un tempo collegava l’antica città di Nora con il porto di Bithia, a Chia.

Si parte da Pinus Village, da cui si intravedono i percorsi che, intrecciandosi, portano tutti al sentiero principale, un tratto costiero a picco sul mare, dove si possono ancora scorgere i resti della pavimentazione in basolato della strada romana. 

Scendendo verso l’isolotto di Su Cardulinu, si trovano i resti di alcune costruzioni sacre, probabilmente perché nell’area c’era il Tophet, il santuario fenicio-punico di Bithia.

Il cammino termina alla spiaggia di Su Portu, ai piedi della Torre di Chia.
È nel promontorio dove sorge la torre spagnola che giacciono i resti di ciò che rimane dell’antica Bithia, città fondata dai fenici intorno all’VIII secolo a.C., poi passata in mano punica e, infine, romana. 

Nel complesso si tratta di un’escursione non troppo impegnativa, da fare sia a piedi che in mountain bike, vista la larghezza della strada.

Vi sono salite più pesanti di altre, ma la fatica è ben ripagata dal panorama, quello della costa sud occidentale della Sardegna e i monti de Is Cannoneris.


Contenuto realizzato in collaborazione con la Regione Sardegna, Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio.
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