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Dopo lo scontro amministrativo avvenuto nelle settimane scorse tra il Comune di Cabras e la Soprintendenza Archeologica di Cagliari e Oristano, sembra prevalere il dialogo in merito al restauro di due statue dei Giganti di Mont’e Prama, che il territorio chiede venga svolto in loco piuttosto che a Cagliari. Dopo una serie di contatti il sindaco, insieme alla Regione, e supportato da altri sindaci sardi e dal territorio, attende una bozza di accordo dal ministero sulla questione.

E ribadisce che il recupero dei reperti è possibile anche a Cabras, all’interno di una nuova sala di circa 200 mq che è praticamente pronta per essere utilizzata come laboratorio. “Se poi le Statue venissero comunque portate via la condizione imprescindibile – dice all’ANSA – è il rientro dei reperti nel museo Marongiu di Cabras, ma credo che occorra fare di tutto perchè l’attività si svolga qui”. L’atto di distensione, dopo che il Comune si era già preparato a ricorrere al Tar, è arrivato con il rinvio a data da destinarsi del sopralluogo annunciato dalla Soprintendenza di Cagliari per venerdì 26 febbrai, visto che domani scade l’ordinanza di chiusura delle sale espositive.

“Si tratta di una decisione cauta, considerato il clima di tensione generale che fino a questo momento ha messo a rischio l’ordine pubblico e che ci consente di proseguire con le trattative in corso – osserva Abis in una nota – Il momento che stiamo vivendo è molto delicato poiché si stanno decidendo le sorti del Museo Giovanni Marongiu e si stanno gettando le basi per la realizzazione della Fondazione. A seguito di questa decisione, ho appena stabilito di congelare temporaneamente la presentazione del ricorso al Tar approvato dalla Giunta comunale stamattina”, conclude annunciando che le porte del museo riapriranno venerdì.