Un terremoto di magnitudo 8.1 è stato registrato a largo della Nuova Zelanda, con ipocentro a circa 10 km di profondità. Scatatta l’allerta tsunami per diverse coste del Pacifico meridionale. Centinaia di persone stanno fuggendo dalle zone costiere del nord della Nuova Zelanda.

Allerta tsunami anche in Nuova Caledonia. “Un’onda da uno a 3 metri impatterà sul Paese. Le persone devono lasciare le spiagge e interrompere ogni attività nautica. Non andate a prendere i bambini a scuola per non ingombrare” le strade, è l’appello lanciato alla radio NC 1 da Alexandre Rossignol, portavoce della protezione civile, parlando di “minaccia reale” perché l’onda, attesa verso le 10 ora locale (la mezzanotte in Italia), potrebbe “penetrare nel territorio”.

Lo Tsunami warning Center americano ha esteso l’allerta tsunami a tutto il Pacifico, dopo il nuovo sisma di magnitudo 8.1 al largo della Nuova Zelanda. Si prevedono onde anomale verso Nuova Zelanda e Australia, le Hawaii, le isole Fiji, le Cook, Samoa, le coste della Colombia, dell’Ecuador, del Costa Rica, del Messico.

Centinaia di persone stanno fuggendo dalle zone costiere del nord della Nuova Zelanda. Lo riferiscono i media neozelandesi.

Tre i terremoti registrati: il primo di magnitudo 6.9, un secondo molto al largo di 7.1 e un terzo di 8.1. Nell’area, a circa 1.000 km dalle coste della Nuova Zelanda, si registrano altre violente scosse in sequenza, l’ultima di 6.1.