Nasce a Cagliari un nuovo Museo, questa è indubbiamente una cosa meravigliosa, un regalo che l’Università di Cagliari consegna alla città per il suo quattrocentenario. Il Museo è il Muacc, Museo Universitario delle Arti e delle culture contemporanee, un percorso d’arte arricchito dalla donazione di 49 lavori (dal 1958 al 2017) di Italo Antico, uno tra più significativi artisti e scultori isolani del dopoguerra, tra le tante cose che hanno determinato il suo percorso artistico, anche l’avere attraversato l’esperienza della neofita formazione artistica Cagliaritana (che a Cagliari diventa pubblica nel 1977).

Qual è la notizia? La prima notizia è che a Cagliari è l’Università a festeggiare i suoi quattrocento anni e che l’Alta Formazione Artistica non è ancora nata, ma si sa, la denatalità è un problema, pensate che a Cagliari, rispetto alla storia dell’alta Formazione Artistica Italiana, anche la Facoltà di Architettura nasce all’interno dell’Università, quando storicamente in Italia il corso Universitario d’Architettura nasce nell’ambito Accademico per poi distaccarsi.
La seconda notizia è che trattandosi di un Museo, nasce sulla base d’acquisizioni in una buona sostanza statiche, determinato da donazioni e acquisizioni eventuali mirate, questo perché non si tratta di un Museo insito in un’Accademia d’Alta Formazione Artistica, anche se l’acronimo Muacc pare suggerirlo (MUseo ACcademia Cagliari), ragion per cui privo del dialogo con l’alta formazione artistica presente e residente (a Cagliari da sempre migrante).

La terza notizia è che Cagliari conferma la sua vocazione Universitaria, senza riflettere sull’anomalia d’essere l’unica città metropolitana Occidentale ancora priva nel 2021 di pubblica Alta Formazione Artistica residente, e senza formazione e ricerca, tutto è determinato dal mercato e dal provincialismo derivante.
La collezione è d’altissimo profilo, è la Storia dell’Arte dell’isola, che da Costantino Nivola e Maria, passando per Tonino Casula (un vero gigante assoluto, il più internazionale degli artisti isolani) arrivando a Italo Antico, ma il taglio è quello della messa a fuoco degli anni sessanta e settanta, il luogo promette d’essere un ritrovo per studenti da formare ed educare ai processi dell’arte contemporanea, attraverso convegni, seminari e conferenze, meraviglioso, ma perché tutto questo non passa e si connette per un’Alta Formazione Artistica Cagliaritana? Perché nel territorio Cagliaritano, anche prese di posizioni nobili ed elevate, sembrano ignorare delle criticità strutturali e di sistema formativo e produttivo culturale di fondo? Ancora auguri all’Università di Cagliari, e speriamo che dopo quattrocento anni, riesca a seminare anche Alta Formazione Artistica residente Cagliaritana.

L’opinione di Mimmo Di Caterino