E’ necessario risolvere definitivamente la carenza di personale sanitario che sta creando gravi problemi agli ospedali di Nuoro e Oristano: bisogna intervenire prioritariamente su questi territori“. E’ quanto è emerso nel corso della commissione Salute, presieduta da Domenico Gallus (Udc Cambiamo), che ha sentito in audizione l’assessore della Sanità, Mario Nieddu, Massimo Temussi, commissario straordinario dell’Ats, ma anche il commissario straordinario della Assl di Nuoro, Gesuina Cherchi, Grazia Cattina (Direttrice del presidio ospedaliero di Nuoro), Sergio Pili, direttore del presidio ospedaliero di Oristano, Antonio Cossu (commissario straordinario della Assl di Oristano) sulle problematiche della sanità di Nuoro e Oristano.

Nuoro

Sulla situazione del San Francesco di Nuoro sono intervenuti i consiglieri regionali eletti nel territorio e che ieri hanno anche partecipato alla conferenza sociosanitaria a Nuoro alla presenza dei sindaci: il vice presidente Daniele Cocco (capogruppo Leu), Pierluigi Saiu (Lega), Elena Fancello e Franco Mula (Psd’Az). I rappresentanti nuoresi hanno confermato la “volontà di lavorare insieme per risolvere i problemi del San Francesco” e hanno chiesto di convocare una nuova seduta di commissione a cui possano partecipare anche i rappresentanti della conferenza socio sanitaria del territorio. Daniele Cocco ha illustrato i “gravi problemi dei reparti di Emodinamica, Angiografia, Breast Unit, Ortopedia, Malattie infettive“, ma anche il ricorso alle figure di facenti funzioni: 20 su 28. Il problema di Nuoro “necessita di un’attenzione particolare e una celerità nel trovare soluzioni“. Pierluigi Saiu ha chiesto un “prospetto concreto della dotazione organica degli ospedali sardi, affinché sia evidente dove sono le carenze di personale medico e sanitario più gravi e si inizi da quelle emergenze“. Il consigliere della Lega ha anche chiesto una “gestione più efficace del personale“, sollecitando un “potenziamento del servizio e, soprattutto, una risposta più rapida alle esigenze dei presidi del territorio“. Saiu ha, infine, condiviso l’impegno con i consiglieri regionali del territorio di “introdurre dei meccanismi di riequilibrio nella distribuzione delle risorse umane basate sulle esigenze dei reparti“. “Ecco perché è fondamentale avere chiaro il quadro della situazione attuale”, ha detto Saiu, sottolineando che bisogna essere più celeri nelle procedure concorsuali e nelle selezioni. La richiesta di avere un quadro della situazione di tutti gli ospedali è stata ribadita anche da Gianfranco Ganau (capogruppo del Pd) e dalla consigliera Elena Fancello che ha chiesto anche la nomina dei medici di famiglia che mancano in comuni come Oliena. Il commissario straordinario Temussi ha confermato che “sono aperte oltre 200 selezioni di personale e che più di questo non è possibile fare visto anche il poco personale amministrativo presente in Ats“. Per Temussi mancano circa 100 figure professionali, in particolare quelle che si occupano del personale. Per il commissario chi ha precedentemente badato soltanto al pareggio di bilancio ha creato i problemi che oggi dobbiamo risolvere: la sanità è stata devastata, non c’è stata una programmazione, ha detto, visto che gli ospedali hanno perso negli ultimi sei anni quasi 800 medici che non sono stati sostituiti, e nel 2021 andranno in pensione altri 880 medici. Il commissario straordinario ha parlato dell’eccellente lavoro svolto dai reparti del San Francesco di Nuoro seppur con tantissime difficoltà e ha esortato a non continuare a divulgare soltanto notizie negative sul presidio nuorese perché, così facendo, i medici sono scoraggiati dall’accettare Nuoro come sede di lavoro. Sui problemi del reparto di Emodinamica ha affermato che sono in arrivo da Sassari due medici in convenzione. Temussi ha garantito che l’Ats sta dando la priorità agli ospedali di Nuoro e Oristano per la selezione del personale. Per l’assessore Nieddu l’unità politica tra i rappresentanti dei territori è un elemento molto importante e ha annunciato che chiederà in Conferenza Stato-Regioni che la quota 100 possa essere sospesa per il settore sanità per evitare di perdere altri 880 medici.

Oristano

Sulla situazione dell’ospedale di Oristano sono intervenuti il presidente Domenico Gallus, la consigliera della Lega, Annalisa Mele e Alessandro Solinas (M5S). Mele ha sottolineato che la situazione del San Martino di Oristano è simile a quella di Nuoro e ha sollevato, in particolare, il problema del Pronto soccorso che “può contare soltanto su 5 medici che lavorano nei festivi e coprono le notti, oltre altri 3 medici che lavorano soltanto nei turni diurni“. Mele ha ricordato che l’ospedale “serve una popolazione di circa 158mila abitanti, ha sollecitato la riapertura delle prenotazioni per le visite oncologiche e ha chiesto la possibilità di fare arrivare dal Cet (Centro di emergenza territoriale) di Ghilarza due medici, a rotazione, per supportare i colleghi del pronto soccorso del San Martino“. I rappresentanti delle strutture sanitarie oristanesi hanno confermato l’arrivo di un medico oncologo e hanno affermato che il reparto di Oncoematologia è in corso di accreditamento (il 15 maggio sarà inviata tutta la documentazione) e che sarà bandito a breve un concorso per medici di Chirurgia d’urgenza. Alessandro Solinas ha condiviso l’intervento della collega Mele e ha sottolineato l’importanza dell’agire “uniti per risolvere i problemi del territorio, garantendo anche migliori condizioni di lavoro per i medici, e garantire il diritto alla salute ai cittadini“. Il presidente Gallus ha ribadito l’importanza del Cet di Ghilarza non solo per il territorio dell’Alto Oristanese ma per tutta la Asl. “Questo servizio – ha detto Gallus – sta decongestionando il carico dei pronto soccorso di Oristano e di Nuoro”. Si tratta, ha aggiunto Gallus di un servizio sperimentale che dà risposte ai pazienti riducendo le lunghe attese nei pronto soccorso. Per il presidente della Sesta commissione “non è corretto definire il Cet poco più di una guardia medica, perché svolge l’attività di un pronto soccorso: stabilizza i pazienti che arrivano in codice giallo e rosso e risolve i problemi degli altri pazienti meno gravi”. Anche sul costo della Cet Gallus ha affermato che non è superiore a quanto si spendeva con le prestazioni aggiuntive e che, comunque, si tratta di un progetto pilota da esportare anche nelle altre province. “Il Cet non assorbe risorse destinate ad altri ospedali e non è detto che in futuro, per ovviare alla carenza di medici, non si decida di esternalizzare anche altri servizi”, ha concluso Gallus.