Seconda stagione di nidificazione per il falco pescatore che non nidificava in Sardegna da oltre mezzo secolo. Anche quest’anno tre nuovi piccoli si sono involati. Entra intanto nella fase operativa il progetto nazionale “Falco Pescatore” che vede il Parco regionale di Porto Conte e il vicino Parco nazionale dell’Asinara partners del Parco nazionale dell’Arcipelago toscano e i parchi regionali della Maremma e di Migliarino San Rossore Massaciuccoli.

Un evento straordinario per tutta la Sardegna che testimonia il buon operato dello staff del Parco impegnato in queste delicate attività di tutela e conservazione. Per l’occasione i parchi toscani hanno chiesto ai parchi in Sardegna di entrare a far parte di un progetto di rilievo internazionale che mira a favorire ed estendere l’areale di nidificazione del falco pescatore. Un’importante partnership per unire le migliori energie e competenze a favore del falco pescatore.

Nei giorni scorsi si è tenuto un incontro operativo al quale era presente, in qualità di coordinatore del gruppo di lavoro ed esperto, Giampiero Sammuri presidente del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano e anche presidente di Federparchi, accompagnato dal responsabile scientifico del progetto lo zoologo Andrea Sforzi direttore del Museo di Storia naturale della Maremma. All’incontro erano presenti, oltre che il direttore del Parco di Porto Conte e Area marina protetta Capo Caccia – Isola Piana Mariano Mariani, anche i membri del tavolo tecnico interno al Parco composto dai tecnici ornitologi Danilo Pisu e Antonio Torre, dal referente regionale Lipu Franscesco Guillot e dal veterinario del centro recupero Animali in difficoltà di Bonassai Marco Muzzeddu (agenzia Forestas).

Nello stesso tempo, si è svolto un altro meeting a Porto Torres presso la sede del Parco nazionale dell’Asinara alla presenza del direttore Vittorio Gazale e della commissaria Gabriela Scanu, preceduto da un sopralluogo sull’Isola. Il progetto prevede un orizzonte temporale di attività di un triennio nel corso del quale verranno messe in campo diverse attività, tra le quali monitoraggio, collaramento e posizionamento Gps, posizionamento di telecamere per il monitoraggio riproduttivo e realizzazione di nidi artificiali.

A breve inoltre verrà organizzato con la direzione generale dell’assessorato regionale della Difesa dell’ambiente un incontro operativo per illustrare in maniera più dettagliati i contenuti del progetto e per condividere successive strategie che per ora coinvolgono il Nord-ovest sardo al fine di estendere l’areale di studio e monitoraggio anche al comprensorio centro meridionale dell’Isola.

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