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Perché il progetto Cagliari per una mobilità intelligente e sostenibile è ancora al palo? Lo ha chiesto, nei giorni scorsi, la consigliera comunale Marzia Cilloccu in una interrogazione a proposito del divieto di incatenare le biciclette ai pali, recentemente introdotto dal Regolamento di Polizia e Sicurezza del Comune di Cagliari, e dello stato dei attuazione del progetto “Svolta” per una citta sostenibile.

“Auspico davvero una svolta nella sensibilizzazione dell’attuale amministrazione comunale verso la mobilità sostenibile – scrive Cilloccu sulle sue pagine social -. Il ponte ciclopedonale vicino al Parco del Nervi non è ancora pronto, la Via del Sale tra Su Siccu e Via Tramontana è franata in più punti sul canale, è ancora impossibile il collegamento con via Dei Conversi, le poche rastrelliere presenti in città sono abbandonate all’incuria come le piste ciclopedonali del Parco degli anelli… e nel mentre non si sfruttano importanti finanziamenti disponibili da anni. Eppure nel PPR l’impegno dei Comuni verso questo tema è ben specificato e il preliminare del PUC del capoluogo approvato giovedì scorso prevede l’adeguamento al Piano Paesaggistico Regionale del 2006. E non solo sulla carta”.

“Grazie ad un’interrogazione presentata dalla consigliera Marzia Cilloccu capiremo presto per voce del sindaco Paolo Truzzu o dell’assessore alla Mobilità Alessio Mereu perché il progetto Svolta è al palo dal 2020 e si chiederà ufficialmente la modifica dell’art. 19 del Regolamento di sicurezza urbana di Cagliari sul divieto di incatenare le bici ai pali”, rincara la dose la Fieg Cagliari -. Inoltre, auspichiamo di essere ricevuti e ascoltato presto insieme alle altre associazioni aderenti alla Consulta della Mobilità Sostenibile di Cagliari per esporre le nostre proposte e le nostre lamentele su quanto si sta facendo (o sarebbe meglio dire si sta NON facendo). FIAB Cagliari ha da sempre dialogato con gli attori politici municipali di ogni colore. Lo ha sempre fatto con leale spirito di collaborazione, per un bene supremo che è la Città, la sua vivibilità, la mobilità sostenibile. Continueremo a farlo, senza erigere inutili muri che non vanno a vantaggio di nessuno se non a coloro che vorrebbero tornare ad un modello di città auto-centrica e del tutto inadeguata alle sfide e ai tempi che stiamo vivendo.  Ci era stato detto che sarebbe stato creato un ufficio della mobilità, che alcuni lavori sarebbero stati conclusi entro il 2021. Niente è stato fatto e anzi, la situazione è molto poco chiara su tanti fronti. Come cittadini, come ciclisti che usano la bicicletta tutti i giorni, non solo la domenica, per gli spostamenti quotidiani, contribuendo a non inquinare e a non ingolfare un traffico già ingolfato, esigiamo risposte. E le esigiamo il prima possibile”.

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