L’insularità è davvero a un passo dal traguardo: con il via libera di Palazzo Madama, il Parlamento sancisce l’importanza, l’efficacia e il valore strategico della battaglia dei sardi e delle isole italiane con cui, per la prima volta, una proposta di legge di iniziativa popolare cambierà la Costituzione.

Scrivere nella Costituzione che le Isole sono equiparate al resto del territorio e quindi creare le condizioni per competere nella stessa misura: è questo l’obiettivo del Ddl che dopo il via libera del Senato, ora viaggerà spedito verso la Camera per la seconda lettura. Una rivoluzione che andrà a vantaggio di tutte le isole e della Sardegna in particolare.

Secondo lo studio realizzato dall’Istituto Bruno Leoni, il costo pro capite dell’insularità è pari a circa 5.700 euro: circa 9miliardi di euro l’anno a fronte di un PIL regionale di circa 20miliardi di euro. Da qui la richiesta della Sardegna.

“Ottenere un’attenzione così forte del Parlamento era un risultato per certi versi insperato. Quel che raccogliamo oggi è il frutto dell’impegno e della volontà di incidere concretamente e positivamente sul futuro dei sardi. Oggi possiamo segnare nel calendario un’altra data storica che ci proietta nel futuro”, ha detto Michele Cossa (Comitato per l’insularità), evidenziando l’unità d’intenti che, unito al fondamentale contributo dei parlamentari sardi, ha contributo a portare la proposta di legge che prevede il riconoscimento nell’articolo 119 della Costituzione della peculiarità delle isole e il superamento degli svantaggi derivanti dalla condizione di insularità fino a Roma.

“Comprendere appieno gli effetti che la proposta di legge produrrà è il primo passo per garantire pari opportunità tra i sardi e il resto dei cittadini – ha continuato Cossa – e oggi possiamo finalmente dire che anche i più scettici hanno compreso l’importanza per le Isole, Sardegna in primis, di riportare equilibrio, equità e giustizia nella Costituzione. Il termine che ci eravamo dati, arrivare all’approvazione del Ddl entro il termine della Legislatura è sempre più vicino”.

Il testo torna ora alla Camera per la seconda e ultima approvazione, così come previsto per le leggi di rango costituzionale.

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