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E’ il primo pomeriggio del 18 novembre del 2013. Il Ciclone Cleopatra si abbatte con violenza inaudita sulla Sardegna. L’acqua cade senza sosta in tutta l’isola, devastando il territorio e mettendo a nudo tutte le sue fragilità. Morti. Dispersi. Fiumi che esondano, ponti che crollano. Strade interrotte, zone isolate dal maltempo.

Migliaia di persone scappano dalle cantine e dai garage dove l’acqua inizia a salire verso i piani alti. Tanti perdono tutto quello che hanno costruito nel corso degli anni. Attività in fumo, abitazioni inghiottite dal fango.

A fare le spese della alluvione sono le parti più fragili del territorio. Centri urbani che, come frequentemente accade in Sardegna da tanti anni, sono stati costruiti in zone ad altissimo rischio idrogeologico. Come Olbia, dove la sera di quel 18 novembre 2013 soltanto in un’ora il cielo butta sulla terra tutta la quantità di acqua piovuta nei sei mesi precedenti.

Quel 18 novembre di nove anni fa la Sardegna mette a nudo la sua enorme fragilità: l’80 per cento del territorio isolano è infatti a rischio idrogeologico e il problema, pur con diversi livelli di gravità, riguarda ben 306 comuni su 344.

Il bilancio di quella giornata è drammatico: 19 vittime, 2700 persone sfollate che per mesi non avranno un tetto sotto cui dormire. Paesi distrutti. Soprattutto in provincia di Nuoro, dove vengono colpiti 16 paesi su 61. Poi, dopo i giorni del lutto e i tanti atti di solidarietà, inizia la conta dei danni che alla fine ammonteranno a più di 600 milioni di euro.

E dopo la devastazione si inizia a ricostruire.

La Sardegna vanta un triste primato. E’ la regione italiana che negli ultimi 50 anni ha avuto il maggior numero di vittime del brutto tempo.

Tempo che, nonostante queste temperature sempre più miti, non accenna ad essere più clemente. Basti guardare i danni dell’alluvione che, non più tardi dello scorso novembre, ha colpito il Cagliaritano.

Resta da capire cosa sia stato fatto nell’isola per provare a prevenire queste catastrofi e per la sicurezza del territorio. Probabilmente proprio nulla, al di là delle tante belle parole pronunciate nei giorni successivi a questi eventi. Ora che gli errori ci sono stati fatti, ci si affida esclusivamente alla sorte e alla benevolenza del meteo. E a nove anni di distanza da quelle 19 vittime bisogna solo incrociare le dita, sperando che sulla Sardegna non si abbatta un altro Ciclone Cleopatra con la sua forza devastatrice.

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