Non ha sicuramente la stessa rilevanza storica dei silos alti 54 metri che sono stati fatti brillare in modo spettacolare il 18 marzo 2021 al Porto di Cagliari. Quelli, costruiti negli anni Settanta, potevano essere tranquillamente abbattuti. Ma lui, il “Nuovo Silos” di viale La Plaia, testimonianza essenziale della storia economica e produttiva della Sardegna, integrato con la vecchia struttura costruita tra il 1900 e il 1905, è un “fabbricato di archeologia industriale di interesse architettonico”: dunque non potrà essere demolito.

Nonostante quella demolizione sia molto attesa: l’abbattimento del silos e la relativa acquisizione delle volumetrie è infatti uno dei presupposti necessari per la realizzazione del secondo lotto del Campus Universitario di viale La Plaja, un project financing del valore di circa trenta milioni di euro.

La recente decisione della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio, che ha dichiarato di “interesse storico-artistico” il Silos Nuovo e l’edificio adibito agli uffici, è stata notificata ieri, pochi giorni dopo l’inaugurazione del primo lotto del Campus Universitario di viale La Plaia. Nel corso della cerimonia di inaugurazione del primo lotto dei lavori, il presidente della Regione Christian Solinas e il sindaco Paolo Truzzu, insieme al cda dell’ERSU, avevano annunciato che il secondo lotto dell’opera sarà realizzato entro due anni.

Ma ora la tempistica salterà sicuramente. La demolizione del Nuovo Silos e l’utilizzo delle relative volumetrie per la realizzazione di una mensa universitaria e di una palestra erano infatti alla base dell’accordo di programma tra Ersu, Comune di Cagliari e Regione Sardegna per la complessiva realizzazione della struttura.

Il project financing

La proposta formale di project financing era stata presentata quasi due anni fa, il 1° luglio 2021, dalla ditta Raffaello Pellegrini, gigante dell’edilizia guidato dal presidente di Confindustria Sardegna (già presidente di Confindustria Sardegna Meridionale e Ance Sardegna) Maurizio de Pascale, uno degli uomini attualmente più potenti in Sardegna.

Alle altre cariche, De Pascale somma pure la strategica poltrona di presidente della Camera di Commercio di Cagliari e Oristano e ricopre un ruolo decisivo nel controverso tentativo di acquisizione dell’aeroporto di Cagliari da parte del fondo di investimento F2I, un affare da circa 400 milioni di euro.

L’accordo finale, frutto di una contrattazione tra le parti agevolata dai servigi dello Studio Legale Piselli&Partners di Roma, prevede che la ditta di de Pascale riceva 3.197.000 euro annui (aggiornabili in base all’inflazione) in cambio della progettazione e costruzione di due edifici destinati a residenza (440 posti letto che si aggiungono ai 220 del primo lotto, una mensa e una di palestra) nonché della successiva gestione dell’intero campus (mensa e palestra comprese) per 29 anni.

L’accordo – che prevede anche una serie di diritti di prelazione a favore della ditta proponente – dovrà ora essere messo a bando dall’Ersu. A quel punto chiunque potrà partecipare alla gara pubblica sfidando la Pellegrini: per vincere l’appalto bisognerà fare la medesima proposta della ditta di De Pascale, ma a costi inferiori. Peraltro nel caso in cui l’aggiudicatario risulti diverso dalla ditta Pellegrini quest’ultima in base alla legge avrà diritto comunque ad un pagamento delle spese (importo che non può superare il 2,5 % del valore dell’investimento).

A questo punto – dopo il decreto della Soprintendenza – due sono i possibili scenari. Il Comune di Cagliari potrebbe predisporre una variante al PUC, concedendo la volumetria necessaria a permettere il normale svolgimento della procedura (altrimenti si bloccherà tutto). Altra ipotesi è che l’Ersu faccia ricorso contro il decreto del MIBC.

Quel che è certo è che qualunque cosa accada i tempi saranno enormemente allungati. Risalendo la proposta della Pellegrini al luglio 2021 già adesso, in seguito all’aumento dei costi, il piano finanziario del progetto è obsoleto. Se i tempi si allungheranno ulteriormente, cosa assai probabile, sarà impossibile realizzare il secondo lotto senza considerare un cospicuo aumento dei costi.

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