Il reparto di oncoematologia pediatrica dell’ospedale Microcitemico di Cagliari torna al Brotzu. Lo stabilisce un emendamento appena approvato dal Consiglio regionale che sta esaminando gli articoli che riguardano la sanità del collegato alla Manovra finanziaria. L’emendamento è una sintesi di altre due richieste di modifica presentate da Udc e Riformatori: quello dei Riformatori, che con il consigliere Michele Cossa ha definito “scelta scellerata” quella compiuta nella riforma sanitaria di inizio legislatura, prevedeva l’accorpamento dell’intero Microcitemico all’Arnas.

L’emendamento di sintesi approvato con i voti della maggioranza e l’astensione delle opposizioni, specifica che “nella more del completamento del processo di razionalizzazione e attivazione dei nuovi modelli organizzativi, al fine di garantire la funzionalità della rete pediatrica, con particolare riferimento all’assistenza, da prestarsi in urgenza, delle specialità di oncoematologia pediatrica e del Centro trapianti midollo osseo, tali strutture sono attribuite all’Arnas Brotzu”. Sarà la giunta con una delibera, entro 30 giorni, a definire tempi e modalità di attuazione dell’intervento.

Con l’adozione della delibera potranno essere così superati i problemi che in particolare riguardano gli anestesisti, ora ogni volta che servirà un anestesista pediatrico l’oncoematoilogia potrà contare su quelli del Brotzu e non sarà costretta a redigere richieste e attendere tempi lunghi.

“Dopo due anni di denunce, di richieste pacate e formulate nei modi più consoni possibile, siete riusciti finalmente a trovare una sintesi in grado di intervenire su un problema oggettivamente innegabile, che riguarda i pazienti più sfortunati e piccoli della Sardegna, che avrebbe meritato altra attenzione e altra serietà. Addolora sentire esponenti della maggioranza che votarono quella norma parlare ora di ‘scelta scellerata’”, ha sostenuto Francesco Agus, capogruppo dei Progressisti nelle dichiarazioni in Aula.

L’opposizione ha scelto di astenersi, dopo sollecitazioni andate avanti per due anni, perché “non c’è alcuna certezza che questa soluzione funzioni – ha chiarito Agus -. Ci saranno problemi nel passaggio inverso, come per la gestione delle guardie, della radiologia e dei trasporti in ambulanza”.

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