(Foto credit: Ansa)

“I turisti ci sono, lo dimostrano i dati diffusi della Regione Sardegna, ma il problema è la pro capite, chi arriva nell’Isola spende poco”. Così Emanuele Frongia, presidente della Fipe Confcommercio Sud Sardegna che nel giorno in cui la federazione nazionale rende nota la spesa (circa 9,9 miliardi) per mangiare fuori casa in Italia, interviene sulla polemica legata alla presenza dei turisti nelle strutture ricettive e locali.

Secondo il centro studi di Fipe Confcommercio, ad agosto in Italia si spenderanno circa 9,9 miliardi di euro per mangiare fuori casa. Tra colazioni, pranzi, aperitivi, cene, gelati e dolci, circa la metà dell’intera spesa, ossia 4,7 miliardi, proverrà dai turisti, sia stranieri che italiani. “Tuttavia, se il turismo internazionale continua a crescere, grazie a un ritorno importante dei visitatori dagli Stati Uniti e nonostante un rallentamento dei flussi dal Far East, siamo ancora al di sotto dei livelli pre-pandemia, con qualche nuvola che si va addensando sul fronte del turismo inter-no”, ha detto Frongia riprendendo l’analisi della federazione nazionale.

Resta l’incertezza sull’andamento dei consumi nei due mesi già conclusi (giugno e luglio) e in quello che è appena iniziato (agosto). È proprio a luglio, infatti, che tra gli esercenti prevale la quota di coloro che vedono la stagione con pessimismo: il saldo tra i giudizi positivi sull’andamento dell’attività e quelli negativi è pari a -33,1%. Ad agosto la situazione migliora ma, anche in questo caso, il saldo dei giudizi resta negativo e si attesta a -17,8%. Sulla stessa scia la regione Sardegna.

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