Prosegue fuori da Palazzo Bacaredda lo scontro politico a Cagliari sul tema della sicurezza urbana. Al centro della polemica le recenti dichiarazioni del sindaco Massimo Zedda in replica a un’interrogazione della consigliera di Fratelli d’Italia Stefania Loi, che ha chiesto al primo cittadino quali misure intenda adottare l’amministrazione per contrastare le situazioni di degrado segnalate.
Le dichiarazioni sono finite nel mirino di Salvatore Sirigu, coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, che prende le difese della sua consigliera. In una nota, l’esponente del centrodestra critica il primo cittadino per avere richiamato figure storiche e religiose come Sant’Agostino e Sant’Efisio nel dibattito sull’immigrazione. “Apprendiamo con interesse che il sindaco Massimo Zedda abbia finalmente scoperto la storia e i santi della Sardegna ma solo per giustificare la propria visione ideologica dell’immigrazione. Una lettura curiosa, selettiva e decisamente a convenienza” dice.
“Il sindaco dimentica qualche dettaglio storico non proprio irrilevante: Sant’Agostino proveniva dal Nord Africa e Sant’Efisio dall’Oriente romano. Ma il sindaco dovrebbe anche spiegare ai cittadini dove, esattamente, nell’antichità esistessero impunità per il mancato rispetto delle regole, immigrazione clandestina, Ong politicizzate, trafficanti di esseri umani e occupazioni abusive tollerate dalla sinistra”.
Poi sull’attacco alla consigliera: “La consigliera Stefania Loi ha avuto il coraggio di dire ciò che molti cittadini pensano”, afferma Sirigu. “Accoglienza e integrazione non possono significare assenza di regole e soprattutto ha chiesto al sindaco cosa l’Amministrazione avesse intenzione di fare per sostenere le attività commerciali in difficoltà. Invece di rispondere nel merito ai propri cittadini, il sindaco ha scordato il suo ruolo istituzionale per trasformarsi in un tribuno qualsiasi, sfoderare la trita accusa di razzismo e rifugiarsi nelle solite lezioni morali e nelle citazioni storiche usate un tanto al chilo”.
E conclude: “A noi e ai cittadini interessa la realtà: sicurezza, legalità, rispetto delle regole e sostegno a famiglie e attività commerciali della zona. Il resto è propaganda buona per qualche post indignato, per l’ennesima predica politically correct sicuramente degna di chi prova a strappare un applauso ma non certo di un primo cittadino che si preoccupa della sua comunità”.
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