Dura critica del Partito Democratico sui nuovi criteri di classificazione dei Comuni montani introdotti dal Governo. Al centro della polemica c’è l’impatto del provvedimento sui territori della Sardegna, che secondo il Pd rischiano una significativa riduzione di risorse e agevolazioni.
Il deputato e segretario regionale dem Silvio Lai parla di una misura destinata a produrre effetti pesanti sulle aree interne dell’Isola, già segnate da spopolamento e difficoltà strutturali. “Con i nuovi criteri voluti dal ministro Calderoli, decine di comuni della Sardegna perdono la classificazione di comune montano e quindi l’accesso a risorse fondamentali per servizi e sviluppo locale. È una scelta grave, sbagliata e profondamente miope”, afferma Lai.
Secondo il parlamentare, la riduzione degli strumenti di sostegno rischia di aggravare ulteriormente il divario tra aree interne e centri urbani, in un contesto già segnato da carenze di servizi e invecchiamento demografico. “In una regione che combatte ogni giorno contro spopolamento, invecchiamento della popolazione e carenza di servizi, togliere strumenti ai comuni delle aree interne significa indebolirli ulteriormente e aumentare il divario con le zone più forti”, sottolinea ancora.
Il Pd ha inoltre partecipato a un incontro alla Camera con una delegazione di sindaci contrari al provvedimento. “La verità è che chi ha scritto queste norme o non conosce la realtà dei territori e non comprende cosa significhi amministrare un piccolo comune montano o pensava di favorire una parte del paese contro un’altra, le Alpi contro gli Appennini”.
Sul tema interviene anche il senatore dem Marco Meloni, che ha partecipato a un sit-in a Roma insieme ad amministratori locali e alla segretaria del Pd Elly Schlein. Meloni sottolinea come il nuovo sistema di classificazione penalizzi in modo particolare la Sardegna.
Secondo quanto riportato, l’Isola passerebbe da 207 a 132 Comuni montani, con una riduzione complessiva di 75 enti. Una modifica che, secondo il Pd, comporterebbe tagli a risorse, incentivi e servizi essenziali.
“La mia Isola ha già pagato per anni il prezzo dell’abbandono e da quattro anni dal Governo di Giorgia Meloni si vede continuamente privata del riconoscimento della propria condizione di svantaggio” afferma. “La Regione Autonoma della Sardegna sta contrastando con tutti i mezzi possibili questo sciagurato provvedimento, anche negando l’intesa in Conferenza Unificata alla proposta di Dpcm. È necessario continuare a richiedere con forza di rivedere questo provvedimento”.
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