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Cagliari, sì al profilo Alias in Comune | Provocazione a destra: “Lo chiederemo”

Il capoluogo sardo è il primo nel Sud Italia a introdurre lo strumento dedicato a persone trans e non binarie, ma dal centrodestra qualche perplessità giuridica

Il Consiglio comunale di Cagliari ha approvato la mozione sul profilo Alias, diventando il primo capoluogo del Sud e delle Isole a introdurre questo strumento amministrativo rivolto alle persone trans e non binarie che non hanno ancora ottenuto la rettifica anagrafica.

La decisione arriva nella settimana dedicata alla Giornata internazionale contro l’omolesbobitransfobia del 17 maggio e nasce da una mozione proposta dalla Commissione Pari Opportunità.

Il Profilo Alias consentirà di utilizzare nei rapporti interni con l’amministrazione il nome e l’identità di genere utilizzati nella vita quotidiana, con l’obiettivo di garantire tutela della privacy, benessere lavorativo e rispetto dell’identità personale. Il Comune, attraverso la mozione, è impegnato inoltre a rivedere procedure amministrative e linguaggi istituzionali, promuovere percorsi di formazione del personale e rafforzare la rete territoriale di sostegno contro le discriminazioni.

Tra gli obiettivi indicati anche l’adesione alla rete nazionale Re.a.dy, che riunisce enti pubblici impegnati nella promozione delle buone pratiche per i diritti delle persone Lgbtq+.

A commentare positivamente il voto è stato il consigliere di Alleanza Verdi e Sinistra Corrado Sorrentino: “È un passo che va oltre l’aspetto amministrativo: afferma un’idea di istituzione che si prende cura della propria comunità e che sceglie di esserci, con responsabilità politica e attenzione ai diritti”.

Nel corso del dibattito in Aula, la consigliera dei Progressisti Chiara Cocco ha evidenziato il ruolo delle amministrazioni locali nella tutela della riservatezza e del benessere delle persone. “Le amministrazioni locali hanno diversi doveri, come la riservatezza, il benessere lavorativo e la privacy. Nessuno viene privato di un diritto quando una persone ne acquisisce un altro, ne guadagna la comunità tutta”, ha affermato.

La proposta aveva ricevuto in precedenza il sostegno, in Commissione Pari Opportunità, delle associazioni Arc, Agedo e dell’Università di Cagliari.

Dal centrodestra

Critiche invece dal centrodestra, che ha espresso dubbi sull’impianto della mozione e sui possibili effetti applicativi del provvedimento. Per il consigliere di Alleanza Sardegna Roberto Mura, il tema richiederebbe maggiore attenzione normativa.

“È un tema delicato”, ha dichiarato, sostenendo che “la normativa nazionale è già chiara per una sentenza della Corte Costituzionale del 2015 e la mozione, che apre a tutti, discrimina le persone che hanno effettivamente diritto ad accedere alla carriera Alias”.

Sulla stessa linea il consigliere di Fratelli d’Italia Corrado Maxia, che ha contestato l’impostazione del testo approvato. “Se il problema è per i dipendenti che stanno compiendo un percorso di transizione sessuale, non c’entra nulla mettere nelle premesse qualsiasi riferimento agli orientamenti sessuali delle persone”, ha detto.

Maxia ha inoltre espresso timori su un possibile utilizzo improprio dello strumento. “Questa mozione, per come è strutturata, si presterà ad abusi: chiunque potrà chiedere la carriera Alias”, ha aggiunto. Poi la provocazione: “In modo provocatorio, per mostrare questo bug, io e altri colleghi faremo richiesta per la carriera Alias“.

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