Una dura presa di posizione contro la bozza di decreto nazionale per la riforma dell’assistenza primaria e della medicina generale arriva dal Consiglio regionale della Sardegna. Peppino Canu, consigliere regionale di Sinistra Futura, ha annunciato il deposito di una mozione per bloccare un provvedimento giudicato fortemente penalizzante per il sistema sanitario e per i cittadini.
“Questo decreto non è mai stato discusso con le organizzazioni che rappresentano i circa 40 mila medici di famiglia presenti in Italia”, attacca Canu, sottolineando come la riforma rischi di minare le fondamenta del Sistema Sanitario Nazionale. Secondo l’esponente di Sinistra Futura, l’esecutivo centrale sta proponendo un “modello da supermercato della salute“, definito come inefficiente, inappropriato e impersonale, oltreché del tutto inadeguato a gestire la complessità dei pazienti affetti da patologie croniche.
Al centro della contestazione dei progressisti c’è l’introduzione del cosiddetto “doppio canale”, che prevede un regime di dipendenza pubblica selettiva per i medici di medicina generale da destinare alle Case di Comunità. Una scelta che, secondo Canu, innescherà un circolo vizioso: “In un contesto di grave carenza sanitaria, questa scelta produrrà un ulteriore aumento degli accessi al pronto soccorso e l’allontanamento del professionista dalla gestione delle cronicità”. Il rischio concreto paventato è la perdita del rapporto fiduciario con il proprio medico, sostituito da uno “sportello sanitario anonimo” e sottoposto a forti condizioni di stress.
Attraverso la mozione, Sinistra Futura intende impegnare la Giunta regionale guidata da Alessandra Todde a farsi parte attiva nei confronti del Governo centrale. L’obiettivo è spingere per il ritiro o la sospensione della bozza di decreto, chiedendo contestualmente l’apertura di un tavolo di confronto allargato tra Stato, Regioni, associazioni e operatori sanitari per salvaguardare il pilastro del rapporto medico-paziente.
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