Il presidente della Dinamo Sassari, Stefano Sardara, ha tracciato un bilancio molto critico della stagione appena conclusa nel corso di una conferenza stampa, assumendosi in prima persona la responsabilità del risultato sportivo e della retrocessione.
Secondo Sardara, le difficoltà della squadra sarebbero iniziate già nella fase di costruzione del roster: “La vera retrocessione è arrivata nel maggio 2025, quando è stata immaginata la squadra della stagione successiva. L’errore è stato affidarci a persone che poi ci hanno abbandonato, non dico dal primo giorno ma quasi. È una responsabilità che mi prendo totalmente. Ho sempre chiesto una cosa sola: persone con carattere, orgoglio e voglia di far parte di questo mondo. Quest’anno non è stato così. Non c’è squadra che non sia retrocessa: ora è toccato a noi, ci leccheremo le ferite e ripartiremo”.
Sardara ha poi respinto l’idea di una crisi economica del club, sottolineando la solidità della società e la volontà degli sponsor di restare vicini alla squadra. “Non abbiamo problemi economici. Forse qualcuno ha dimenticato i problemi di qualche anno fa e lo slogan ‘sponsorizzati o spacciati’. Oggi la società è sana, va in Serie A2 ma lo fa a testa alta. Le responsabilità della retrocessione sono nostre”.
Non sono mancate critiche anche al contesto tecnico e arbitrale della stagione, oltre che alla gestione complessiva del gruppo squadra. “Non ha funzionato nulla di quello che avevamo immaginato. Ci siamo affidati a persone senza sangue e ci siamo sentiti traditi. Il gruppo americano è stato il meno professionale che abbia mai conosciuto, con l’eccezione di McGlynn, che invece ci ha messo l’anima, così come alcuni italiani che hanno dato tutto. Altri preferiamo dimenticarli. Il malessere era talmente diffuso da essere diventato impossibile da guarire”.
Sardara ha inoltre evidenziato il calo di pubblico al palazzetto e un cambiamento nelle abitudini dei tifosi dopo la pandemia. “Nei momenti migliori facevamo 4 mila persone, ma un migliaio di quelle persone sono venute meno senza lo stimolo dei risultati importanti. E c’è anche il tema delle abitudini post-Covid: molte persone preferiscono guardare la partita da casa. Dobbiamo essere bravi noi a riportare entusiasmo e presenza al palazzetto. Contro Treviso sentivo il rumore delle scarpe degli avversari, una cosa che qui non era mai successa”.
Sul futuro, il presidente ha chiarito che la rivoluzione del roster sarà profonda: “Non resterà praticamente nessuno della squadra retrocessa, salvo qualcosa nello staff tecnico”.
Sardara ha poi ribadito la volontà di restare alla guida del progetto fino a quando non ci sarà una soluzione solida e credibile per il futuro del club, confermando il proprio impegno nella ricostruzione. “Continuerò con lo stesso impegno di sempre” ha detto Sardara.
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