Province Sassari Femminicidio Cinzia Pinna, chiesta l’archiviazione per la compagna di Ragnedda

Femminicidio Cinzia Pinna, chiesta l’archiviazione per la compagna di Ragnedda

Svolta nel caso dell'omicidio di Cinzia Pinna a Castelsardo: la Procura chiede l'archiviazione per la fidanzata del killer, esclusa dai test del DNA

L’attività investigativa sul drammatico femminicidio che ha sconvolto la comunità di Castelsardo è arrivata alle battute finali, portando con sé una decisa virata nell’impianto d’accusa. Le ultime novità riguardanti l’assassinio della trentatreenne Cinzia Pinna vedono un netto alleggerimento della posizione di Maria Rosa Elvo, partner dell’autore del delitto.

La sostituta procuratrice Noemi Mancini ha stabilito di separare il fascicolo relativo alla donna rispetto a quello principale, inoltrando formalmente un’istanza di archiviazione che è già stata recapitata al difensore dell’interessata. Nelle prime fasi dell’inchiesta, il nome della Elvo era stato inserito nel registro degli indagati sotto la pesante ipotesi di reato di favoreggiamento. Gli inquirenti, infatti, avevano ipotizzato che la compagna del reo confesso potesse aver svolto un ruolo attivo nel tentativo di occultare le tracce e igienizzare la stanza in cui si era consumata l’aggressione mortale.

A far crollare questo scenario sono stati gli esiti dei rilievi biologici. I dettagli emersi dai test di laboratorio sul materiale genetico hanno dimostrato in modo inequivocabile che la donna non si trovava nell’abitazione al momento del delitto. Le risultanze della sezione scientifica hanno così validato la linea difensiva che l’indagata aveva mantenuto fin dal primo giorno, durante il quale aveva fermamente dichiarato di non aver preso parte alla vicenda e di non essere minimamente a conoscenza delle intenzioni o delle azioni violente del compagno.

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