Si è aperto ieri mattina con un’importante novità il processo per la drammatica scomparsa del piccolo Gioele Putzu, il bambino di 10 anni che, nel settembre del 2024, fu travolto e ucciso dal crollo di una porta da calcio mentre giocava con alcuni amici nel campo sportivo “Meledina” di Ozieri.
Sul banco degli imputati siede Gianfranco Lai, dirigente della società calcistica giovanile incaricata della gestione dell’impianto sportivo, rinviato a giudizio dal gup Sergio De Luca lo scorso marzo con l’accusa di omicidio colposo. Nel corso dell’udienza di ieri, tuttavia, è emerso un nuovo filone d’indagine: il nonno del bambino risulta iscritto nel registro degli indagati in un procedimento connesso, con l’ipotesi di reato di omessa custodia. Questa contestazione è legata al fatto che, nel giorno della tragedia, Gioele si trovasse a Ozieri presso l’abitazione dei nonni materni in occasione dei festeggiamenti per la Beata Vergine del Rimedio.
La decisione di approfondire questa posizione era stata già tracciata durante l’udienza preliminare, quando il gup De Luca, oltre a disporre il rinvio a giudizio per Lai, aveva trasmesso gli atti formali alla Procura della Repubblica. L’obiettivo del magistrato era proprio quello di spingere gli inquirenti a valutare eventuali responsabilità alternative o concorrenti, non solo a carico del Comune di Ozieri in qualità di proprietario della struttura sportiva, ma anche della figura del nonno dello stesso nucleo familiare.
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