Nuovo allarme sul fronte della scuola in Sardegna. I sindacati denunciano un drastico ridimensionamento degli organici Ata previsto per l’anno scolastico 2026/2027, con una riduzione di 133 collaboratori scolastici e ulteriori tagli al personale amministrativo. Una decisione che, secondo Flc Cgil, Uil Scuola Rua e Cisl Scuola Sardegna, rischia di aggravare ulteriormente la situazione degli istituti scolastici dell’Isola, già alle prese con carenze strutturali e difficoltà organizzative.
A lanciare il grido d’allarme è la segretaria regionale della Flc Cgil, Emanuela Valurta, che punta il dito contro il piano presentato per il prossimo anno scolastico. “Ci hanno presentato un piano che prevede una dotazione organica per l’anno scolastico 2026/2027 con 133 collaboratori scolastici in meno”, denuncia la sindacalista, sottolineando come il sistema scolastico regionale sia già in forte sofferenza.
Secondo il sindacato, la riduzione deriva dalle disposizioni contenute nella legge di bilancio nazionale 2025 e nel decreto interministeriale 211 del novembre scorso. L’organico regionale passerebbe così da 4.099 unità a 3.966 complessive.
La Flc Cgil evidenzia come i tagli interesseranno soprattutto le scuole secondarie di secondo grado, mentre gli istituti del primo ciclo verrebbero risparmiati almeno in questa fase. Resterebbero invece garantiti gli assistenti tecnici destinati ai laboratori informatici delle scuole del primo ciclo grazie al sistema delle scuole polo. Oltre alla riduzione dei collaboratori scolastici, il piano prevede anche il taglio di 19 posti amministrativi, nonostante il crescente carico burocratico legato alla gestione dei progetti del Pnrr.
Per i sindacati le conseguenze più pesanti ricadranno sui territori già fragili, in particolare nelle zone interne della Sardegna. La preoccupazione riguarda soprattutto i piccoli plessi scolastici distribuiti in aree geograficamente isolate, dove il personale Ata svolge un ruolo fondamentale anche nell’assistenza agli studenti con disabilità e fragilità educative.
“Ne subiranno le conseguenze soprattutto i territori più svantaggiati, le zone interne dell’isola, da Nuoro all’Oristanese, già afflitte da una cronica tendenza allo spopolamento”, avverte ancora Valurta.
Anche la Cisl Scuola Sardegna esprime forte contrarietà ai criteri utilizzati dal Ministero dell’Istruzione per definire gli organici Ata. La segretaria generale Giovanna Fadda chiede l’apertura immediata di un tavolo tecnico nazionale per rivedere i parametri adottati.
Secondo la Cisl, i criteri “risultano inadeguati a rappresentare la realtà della scuola sarda, e rischiano di produrre effetti pesanti soprattutto nei territori interni e nelle aree più fragili dell’isola”. Il sistema attuale si basa “quasi esclusivamente sul numero degli studenti e non considerano la particolare conformazione della rete scolastica sarda, caratterizzata da numerosi plessi, sedi distaccate e istituti distribuiti in territori molto ampi”.
Per il sindacato si tratta di un’impostazione che rischia di penalizzare ulteriormente la Sardegna rispetto ad altre regioni italiane, incidendo sulla qualità dei servizi scolastici e sulla tenuta delle comunità locali.
Critica anche la Uil. “La Sardegna ha caratteristiche che non possono essere ignorate. Territori isolati, collegamenti difficili, scuole distribuite in piccoli comuni e un crescente bisogno di sostegno educativo. Ridurre il personale Ata significa indebolire concretamente il diritto allo studio e la qualità del servizio scolastico”.
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