Il confronto politico sul futuro del trasporto aereo in Sardegna si infiamma dopo il duro botta e risposta tra Ryanair e la Regione sull’addizionale comunale applicata ai passeggeri in partenza dagli aeroporti dell’Isola.
Le opposizioni in Consiglio regionale hanno attaccato la Giunta guidata da Alessandra Todde, annunciando la presentazione di due emendamenti alla variazione di bilancio da 750 milioni di euro attualmente all’esame dell’Aula.
Le proposte, sostenute da Fratelli d’Italia, Forza Italia, Riformatori Sardi, Alleanza Sardegna e Sardegna 20Venti, prevedono uno stanziamento da 14 milioni di euro per ridurre in via sperimentale la tassa nei mesi compresi tra ottobre e aprile e un secondo intervento da 35 milioni per l’abolizione durante tutto l’anno.
Il capogruppo di Fratelli d’Italia, Paolo Truzzu, ha invitato la maggioranza a intervenire rapidamente, sottolineando il peso ormai assunto dal mercato dei voli low cost. “I toni di Ryanair non sono totalmente condivisibili e non vogliamo difendere la compagnia ma il mercato del trasporto aereo è totalmente cambiato”.
Secondo Truzzu, il vettore irlandese “da due anni non riceve risposte e ha già ridotto del 7% i collegamenti di aprile e maggio”.
L’esponente del centrodestra sostiene inoltre che l’eliminazione dell’addizionale potrebbe generare importanti ricadute economiche per il territorio. “I soldi che la Regione perde tornerebbero in Pil: 400 milioni di euro di tasse che vanno nelle tasche dei cittadini sardi”.
Anche Gianni Chessa di Forza Italia, ex assessore al Turismo, ha difeso la necessità di incentivare il traffico aereo, definendo strategica la presenza di Ryanair per il turismo isolano. “La connettività aerea non può essere vista come un lusso e rinunciare a Ryanair oggi è una follia, perché non è sostituibile in questo momento. Il danno economico tra meno ingressi e meno tasse, è stimabile in un miliardo di euro“.
Sulla stessa linea Umberto Ticca dei Riformatori, che pur criticando i toni utilizzati dalla compagnia ritiene possibile una revisione della tassa. “I toni del ricatto non piacciono neppure a noi. Non è un incentivo solo per il vettore low cost ma è un’abolizione per tutte le compagnie”. Critiche dure alla Giunta arrivano anche da Stefano Schirru di Alleanza Sardegna e da Stefano Tunis di Sardegna 20Venti, che accusano l’esecutivo regionale di penalizzare competitività e turismo.
La replica
Alla raffica di attacchi ha replicato direttamente la presidente della Regione, Alessandra Todde, che ha respinto le pressioni del vettore irlandese e difeso la linea della Giunta.
“Io parto da questo presupposto: una regione non si fa ricattare dai vettori. Noi abbiamo chiesto a Ryanair garanzie che non sono arrivate, e abbiamo un carteggio che lo dimostra”.
La governatrice ha inoltre contestato le promesse di investimenti e nuove basi avanzate dal vettore. “Il fatto che adesso millantino basi in Sardegna con 900 posti di lavoro sono cose nella loro testa”.
Infine, il passaggio più netto sul possibile utilizzo di fondi pubblici. “La Regione non usa i soldi dei sardi a fronte di promesse. La Regione usa i soldi dei sardi a fronte di progetti, a fronte di cose concrete e di impegni reciproci. I ricatti li rimandiamo ad altri”.
Leggi le altre notizie su www.cagliaripad.it






