Un semplice nastro, restituito dopo un lungo viaggio attraverso la Sardegna, è diventato il simbolo di una memoria che continua a vivere e a parlare alle nuove generazioni. È accaduto questa mattina a Tortolì, dove si sono incontrate tre donne accomunate dal dolore e dalla volontà di trasformarlo in impegno civile.
Protagoniste dell’incontro sono state Paola Piras, madre di Mirko Farci, il giovane ucciso nel 2021 mentre cercava di proteggerla da una violenta aggressione; Pinuccia Lai, madre di Carlotta e Daniela, vittime di uno dei più drammatici casi di violenza vicaria avvenuti in Sardegna; e Rosalba Castelli, presidente dell’associazione Artemixia e promotrice del progetto itinerante “Orme d’ombra”, nato per sensibilizzare la popolazione sul tema della violenza di genere.
Il viaggio del nastro dedicato a Mirko
La storia del nastro riconsegnato a Paola Piras affonda le sue radici nell’ottobre del 2025. Durante il cammino di sensibilizzazione che ha attraversato l’intera Isola, Rosalba Castelli ricevette a Jerzu la richiesta di ricordare Mirko Farci durante un incontro con centinaia di studenti.
Per l’occasione, una ricamatrice di San Giovanni Suergiu realizzò due nastri dedicati al giovane. Da quel momento, uno di essi ha accompagnato la viandante lungo il suo percorso, entrando nelle scuole, nei dibattiti pubblici e negli incontri con le comunità locali, diventando uno strumento di riflessione sul contrasto alla violenza.
La storia di Mirko è stata raccontata a centinaia di giovani, non solo in Sardegna ma anche in altre realtà italiane, contribuendo a mantenere viva la memoria del suo gesto di coraggio. L’incontro arriva a poche ore dal conferimento della Medaglia d’Oro al Merito Civile assegnata alla memoria di Mirko Farci durante le celebrazioni della Festa della Repubblica.
L’incontro
Nel corso della consegna del nastro, Rosalba Castelli ha ricordato una promessa fatta anni fa a Paola Piras: “Ricordi quando mi avevi detto che avevi paura che Mirko venisse dimenticato? Io ti promisi che non sarebbe successo. Ti promisi che avrei continuato a raccontare la sua storia nelle scuole e negli incontri pubblici. Ieri Mirko ha ricevuto una medaglia. Oggi sono qui per consegnarti il suo nastro”.
Durante l’incontro, particolarmente toccante è stato anche l’intervento di Pinuccia Lai, che ha ribadito la necessità di continuare a lavorare sul fronte della prevenzione. L’attenzione si è concentrata soprattutto sul ruolo della scuola e dell’educazione, considerate strumenti fondamentali per contrastare la cultura della violenza e promuovere relazioni sane e rispettose.
All’incontro era presente anche l’assessora alle Politiche sociali del Comune di Tortolì, Irene Murru, che ha partecipato con discrezione a un momento dal forte valore umano e simbolico.
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