Quello che nella notte del 27 aprile scorso era parso come un drammatico incidente stradale provocato da un pirata della strada si è rivelato, alla luce degli accertamenti investigativi, un deliberato tentato plurimo omicidio. Due giovani di 18 anni sono stati tratti in arresto dagli agenti della Polizia di Stato in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P., su formale richiesta del Pubblico Ministero che ha diretto le indagini.
La ricostruzione dei fatti ha svelato uno scenario di inaudita violenza. Intorno alla mezzanotte, una coppia di genitori residenti a Quartu Sant’Elena si era recata presso i parcheggi di un locale del Poetto per riprendere i due figli e un’amica di questi ultimi. Al momento dell’arrivo, i componenti della famiglia erano stati presi di mira e molestati da un gruppo di cinque ragazzi in evidente stato di alterazione alcolica. Il capofamiglia e il figlio, scesi nel tentativo di placare gli animi, erano stati aggrediti fisicamente dal branco.
Per sottrarsi alla violenza, le cinque vittime (padre, madre, figlio, figlia e l’amica) erano risalite precipitosamente a bordo della propria vettura che, nel mentre, veniva bersagliata di calci dagli assalitori. La fuga si è però trasformata in un inseguimento da brivido: i diciottenni, insieme ad almeno un complice non ancora identificato, si sono messi al volante della propria auto tallonando le vittime fino a via Lungo Saline. Lì hanno speronato ripetutamente il mezzo della famiglia, facendogli perdere aderenza e proiettandolo violentemente contro un palo dell’illuminazione pubblica. A causa dell’impatto, uno dei passeggeri ha riportato lesioni giudicate guaribili in trenta giorni, mentre gli altri quattro occupanti hanno rimediato prognosi comprese tra i dieci e i venti giorni.
Le indagini, condotte dalla Polizia di Stato con il supporto della Polizia Locale, si sono avvalse dell’analisi minuziosa dei filmati estratti dai sistemi di videosorveglianza della zona. Gli elementi di prova raccolti hanno permesso di identificare con certezza i primi due presunti responsabili del raid. Per i due neo-maggiorenni le accuse contestate sono pesantissime: tentato omicidio plurimo aggravato e lesioni personali aggravate.
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