Svolta decisiva per la transizione energetica nei mari della Sardegna. La Soprintendenza speciale per il Pnrr del Ministero della Cultura ha espresso parere favorevole, seppur vincolato al rispetto di specifiche prescrizioni, sul progetto del mega parco eolico marino da posizionare al largo dello specchio d’acqua compreso tra Portoscuso e l’isola di San Pietro. Si tratta del primo impianto eolico offshore in Sardegna a tagliare formalmente il traguardo dell’iter autorizzativo, con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (Mase) che ha già predisposto lo schema di decreto finale per la firma congiunta dei due ministeri.
L’ambizioso progetto prevede la nascita di una centrale eolica galleggiante da 504 megawatt (MW) di potenza nominale complessiva, distribuita su una superficie marina di circa 116 chilometri quadrati. La struttura sarà ripartita in due sotto-parchi speculari, ciascuno composto da 21 aerogeneratori, per un totale di 42 turbine tripala ad asse orizzontale. Le dimensioni dei singoli giganti del mare sono imponenti: le pale avranno un diametro del rotore fino a 255 metri e l’altezza massima raggiungerà i 285 metri complessivi partendo dalla linea di galleggiamento, con il mozzo posizionato a circa 155 metri d’altezza.
Per azzerare l’impatto sui fondali profondi, gli aerogeneratori non sfrutteranno piloni fissi ma poggeranno su piattaforme galleggianti semisommerse. Queste strutture verranno interamente assemblate in banchina, trainate via mare sul punto di posizionamento e stabilizzate tramite un sistema di zavorramento controllato. Un fitto reticolo di funi sintetiche e catene d’ancoraggio assicurerà la tenuta in posizione delle macchine.
L’area individuata per l’installazione si trova in acque internazionali, a una distanza compresa tra i 35 e i 50 chilometri dalle coste sarde, in un tratto che lambisce la Zona Economica Esclusiva dichiarata unilateralmente dall’Algeria.
Il piano di trasporto dell’energia pulita prevede che l’elettricità prodotta dalle pale confluisca in due stazioni elettriche offshore posizionate in mare, dove la tensione verrà innalzata a 220 chilovolt (kV). Da qui, un elettrodotto sottomarino ad alta tensione correrà sui fondali fino al punto di approdo sulla terraferma a Portoscuso. L’ultimo tassello della filiera prevede un cavo interrato che collegherà il litorale alla vicina stazione elettrica di Terna, per poi immettere l’energia prodotta direttamente nella spina dorsale della rete elettrica sarda che transita per Villasor.
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