Regione Centri estivi, Urpi: “Somme insufficienti per le famiglie, demagogia della Regione”

Centri estivi, Urpi: “Somme insufficienti per le famiglie, demagogia della Regione”

Il consigliere regionale e sindaco di Sanluri, Alberto Urpi, attacca la Regione Sardegna sulla misura per i centri estivi: "Fondi ridicoli e insufficienti"

Crediti foto: Alberto Urpi - Facebook

Una misura contrassegnata da “annunci e pura demagogia” che, alla prova dei fatti, rischia di trasformarsi in una “beffa” per le famiglie dell’Isola. Non usa giri di parole Alberto Urpi, consigliere regionale e neoeletto sindaco di Sanluri, per esprimere la sua profonda delusione e contestare duramente gli effetti concreti del provvedimento varato dalla Regione Sardegna a sostegno dei centri estivi.

Secondo il primo cittadino, le somme effettivamente destinate alle amministrazioni locali sono del tutto insufficienti a garantire un aiuto tangibile ai nuclei familiari, a fronte delle aspettative generate dalla campagna di comunicazione istituzionale.

I numeri della contestazione: 10,80 euro a beneficiario

A supporto della sua critica, Urpi cita l’esempio emblematico del proprio Comune, portando al centro del dibattito i dati numerici e le stime di accesso al servizio:

“Basta guardare i numeri. Al Comune di Sanluri sono stati assegnati appena 5.400 euro. Considerando che le domande arriveranno verosimilmente da circa 500 minori, tra utenti della ludoteca comunale e bambini che frequentano la scuola paritaria, il contributo medio si tradurrà in poco più di una decina di euro a beneficiario, precisamente 10,80 euro”.

Una cifra definita “ridicola”, che secondo il sindaco non inciderà minimamente sui bilanci mensili delle famiglie che devono sostenere i costi di iscrizione e frequenza delle attività educative e ricreative nei mesi più caldi dell’anno.

Il paradosso dei costi burocratici

Accanto all’esiguità del contributo economico, il consigliere regionale solleva anche un problema di efficienza della macchina amministrativa. I Comuni si troveranno infatti a gestire un carico burocratico pesante, le cui spese vive potrebbero superare lo stanziamento stesso: dall’apertura dei bandi alla raccolta delle istanze, passando per le verifiche dei requisiti, la stesura delle graduatorie e i mandati di liquidazione.

Per Urpi, la genitorialità e i servizi educativi estivi necessitano di un cambio di rotta radicale che metta da parte i contributi “simbolici” a pioggia:

Risorse adeguate: Stanziamenti complessivi tarati sulle reali esigenze della popolazione regionale.

Criteri strutturali: Linee guida capaci di garantire somme significative anziché micro-contributi erogati tramite procedure complesse.

L’esponente politico ha infine assicurato che la battaglia per una rimodulazione dei fondi e per una maggiore attenzione ai bisogni reali delle comunità locali verrà portata avanti con determinazione all’interno delle aule del Consiglio Regionale.

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