In Evidenza Pichetto Fratin a Cagliari: “Rinnovabili non bastano, sì al nucleare”

Pichetto Fratin a Cagliari: “Rinnovabili non bastano, sì al nucleare”

A Cagliari il ministro dell’Ambiente rilancia il dibattito sull’energia: "Rinnovabili da sole non basteranno". Focus anche sulla crisi di Hormuz e sul ruolo strategico della raffineria Saras

Crediti foto: Gilberto Pichetto Fratin - Facebook

Il futuro energetico dell’Italia passa attraverso un mix di fonti che, secondo il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, non potrà fare affidamento esclusivamente sulle energie rinnovabili. Da Cagliari, a margine del convegno dedicato al ruolo di Saras nella sicurezza energetica nazionale e regionale, il ministro ha rilanciato il tema del nucleare di nuova generazione come possibile risposta all’aumento della domanda di energia previsto nei prossimi anni.

Secondo Pichetto Fratin, i processi produttivi determineranno un forte incremento dei consumi. Per questo motivo ha sottolineato che “con la domanda di energia che avremo nei prossimi decenni, dovuta all’elettrificazione del sistema produttivo, all’efficientamento e ai data center, gli analisti ci dicono che solo nei prossimi 10-15 anni avremo una richiesta di 100 miliardi in più di kwh come domanda e ci dicono che non basteranno le rinnovabili“.

L’apertura al nucleare di nuova generazione

Il ministro ha evidenziato la necessità di valutare soluzioni energetiche complementari alle fonti rinnovabili, indicando nei piccoli reattori modulari una possibile strada da percorrere nel medio termine. “Dobbiamo prendere in considerazione una forma pulita di produzione di energia come il nucleare di terza generazione, i cosiddetti piccoli reattori, naturalmente dalla metà del prossimo decennio, per poi arrivare alla quarta generazione e tra qualche decennio alla fusione”.

Nel suo intervento ha inoltre ribadito che “non possiamo lastricare di pannelli fotovoltaici e pale eoliche“, sottolineando la necessità di trovare un equilibrio tra sviluppo energetico, sostenibilità ambientale e tutela del territorio.

Le incognite della crisi internazionale

Nel corso dell’incontro, Pichetto Fratin ha affrontato anche il tema delle tensioni geopolitiche che interessano il Medio Oriente e le possibili ripercussioni sui mercati energetici internazionali. In particolare, il ministro ha fatto riferimento all’incertezza legata allo Stretto di Hormuz e agli effetti che eventuali limitazioni al traffico marittimo potrebbero avere sull’approvvigionamento di petrolio e gas.

Secondo il titolare del dicastero dell’Ambiente, “la situazione è ancora confusa”. E spiega: “Non abbiamo ancora contezza dei danni agli impianti qatarini per quanto riguarda il gas in particolare, o alle stesse strutture dell’Iran. Questo naturalmente influirà sulla quantità e, quindi, sul prezzo“.

Il ruolo strategico della Saras

Ampio spazio è stato dedicato alla raffineria Saras di Sarroch, considerata dal ministro un’infrastruttura fondamentale. “La Saras resta importante, è il più grande impianto del Mediterraneo e rappresenta uno dei luoghi di produzione di combustibile. Averlo è elemento di sicurezza nazionale“.

Il ministro ha inoltre confermato che è in corso un percorso di riconversione verso produzioni più sostenibili, in linea con gli indirizzi europei, pur ricordando che permangono alcune riserve da parte dell’Unione Europea sull’impiego esteso dei biocarburanti.

Attraverso un messaggio pubblicato sui social, Pichetto Fratin ha poi ribadito il valore strategico del gruppo Saras. “In questa fase di forte instabilità dei mercati internazionali dell’energia, il gruppo Saras ha dato un contributo importante alla sicurezza energetica del Paese, mantenendo al tempo stesso un legame solido con il territorio. La raffineria di Cagliari rappresenta un asset fondamentale sia per la sicurezza energetica nazionale sia per l’approvvigionamento della Sardegna, non solo di prodotti petroliferi, ma anche di energia elettrica”.

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