In Evidenza Cala Finanza, frenata sul mega resort: cosa sta succedendo

Cala Finanza, frenata sul mega resort: cosa sta succedendo

A Loiri Porto San Paolo ritirata la delibera per il progetto Tavolara Bay. Dimissioni in giunta e scontro istituzionale tra Regione e Governo sulla Zes

Crediti foto: Comune di Loiri Porto San Paolo

Passo indietro del Comune di Loiri Porto San Paolo sul progetto di sviluppo turistico previsto a Cala Finanza, nell’area marina protetta di Tavolara. L’amministrazione ha infatti annunciato la revoca della variante urbanistica che avrebbe aperto la strada alla realizzazione di un mega resort a cinque stelle.

La frenata

Il sindaco Francesco Lai ha comunicato la decisione di procedere all’annullamento in autotutela della delibera approvata in precedenza dal consiglio comunale, con ufficializzazione prevista nella prossima seduta del 30 giugno.

Alla base della scelta ci sono le criticità emerse dagli uffici tecnici comunali, legate a interventi ritenuti non autorizzati nell’area di Cala Finanza. In particolare, la realizzazione di strutture amovibili per attività di glamping nei pressi di Villa Joy ha portato l’amministrazione a valutare provvedimenti di demolizione.

Il progetto

Il progetto contestato è quello promosso dalla società sardo-brasiliana Tavolara Bay srl, che prevede un investimento complessivo stimato intorno ai 200 milioni di euro. Il piano include la trasformazione della struttura esistente di Villa Joy in struttura ricettiva e la realizzazione, in una fase successiva, di hotel e residenze nell’entroterra di Porto San Paolo. A Cala Finanza il piano prevede un ristorante di lusso e il beach club. “Nessun aumento di cubatura” assicurano i fautori del progetto, che hanno spiegato come si riqualificheranno edifici già esistenti e si installeranno strutture amovibili.

Le dimissioni

Intanto il quadro politico-amministrativo è già infiammato. L’ultimo terremoto riguarda proprio l’amministrazione comunale, con le dimissioni dell’assessore comunale al Turismo, Sport e Spettacolo Riccardo Biancu, che ha lasciato l’incarico per ragioni di opportunità legate ai rapporti familiari con uno dei vertici societari del progetto. L’assessore è infatti il fratello dell’amministratore delegato della Tavolara Bay, ma ha comunque ribadito la propria estraneità alla vicenda.

La Regione

Sul fronte regionale, la discussione si è allargata al tema delle procedure autorizzative e del rapporto tra pianificazione locale e interventi governativi. L’assessore regionale agli Enti locali Francesco Spanedda ha ribadito la posizione della Regione contro la procedura semplificata Zes voluta dal Governo per favorire il progetto, ritenuta invasiva delle competenze urbanistiche dell’Isola.

La Zes Unica, ovvero la Zona economica speciale, è stata istituita per favorire gli investimenti nel Mezzogiorno e ha l’obiettivo di accelerare l’iter dei vari progetti che ricadono in queste zone.

Spanedda ha ricordato come, nel caso di Cala Finanza, “non risultano atti amministrativi depositati negli uffici regionali o comunali”, mentre per il progetto collegato di Villa Joy “il Governo ha deciso di imporre una variante urbanistica attraverso la procedura Zes”.

Da qui l’affondo: “La Sardegna ha competenza primaria in materia urbanistica e non può accettare che il Governo scavalchi la pianificazione regionale e locale. Le varianti si possono fare, ma seguendo le regole previste dalla legge e senza corsie preferenziali. Per questo la Regione ricorrerà alla Corte costituzionale“.

Il confronto istituzionale si concentra dunque sul delicato equilibrio tra sviluppo economico e tutela del territorio, con la Regione che rivendica il rispetto delle competenze e della pianificazione paesaggistica, mentre il progetto turistico resta al centro di un acceso dibattito politico e amministrativo.

Resta aperto anche il fronte giudiziario, con la Regione che attende novità dal ricorso al Tar, mentre dalla Procura di Tempio Pausania i magistrati vogliono vederci chiaro sulle operazioni.

Leggi le altre notizie su www.cagliaripad.it