Il test sulla tenuta della rete ferroviaria che unisce il sud e il nord della Sardegna segna un punto di svolta sul fronte delle infrastrutture isolane. A commentare positivamente l’avvio della corsa prova sulla linea Cagliari-Olbia è Salvatore Deidda, deputato di Fratelli d’Italia e Presidente della IX Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni della Camera dei Deputati. Secondo il parlamentare sardo, l’operazione sul campo certifica l’efficacia delle politiche strategiche attuate nell’ultimo periodo, dimostrando come anche in Sardegna si sia registrata una netta accelerazione nello sblocco dei cantieri ferroviari e nella spesa dei relativi stanziamenti economici.
L’esponente di FdI ha voluto esprimere un ringraziamento formale alle maestranze e ai tecnici di Rete Ferroviaria Italiana (Rfi), sottolineando come questo viaggio sperimentale sia fondamentale per validare sul piano tecnico l’ampia serie di interventi di ammodernamento e potenziamento tecnologico completati di recente sui binari sardi. Le stime progettuali indicano che, una volta superata la fase di collaudo con esito positivo, il tempo di percorrenza tra il capoluogo sardo e la gallura scenderà alla soglia record di 2 ore e 40 minuti. Il nuovo servizio rapido di collegamento regionale poggerà su una drastica riduzione dei tempi morti, prevedendo soltanto tre o quattro fermate intermedie lungo l’intera tratta.
Nonostante l’imminente traguardo, definito da Deidda come un risultato di portata storica da tempo rivendicato dalla cittadinanza, il presidente della Commissione Trasporti ha precisato che l’azione politica del suo partito non si fermerà a questa tappa. L’obiettivo a lungo termine resta il superamento strutturale del divario infrastrutturale sardo, più volte evidenziato nei rapporti sia del Cnel sia delle istituzioni dell’Unione Europea. Per questa ragione, Fratelli d’Italia ha formalizzato nei pareri parlamentari e attraverso specifiche interrogazioni la richiesta a Rfi di pianificare sin da subito una nuova tranche di investimenti straordinari, ricordando che i progetti tecnici sono già pronti e che le risorse finanziarie possono essere intercettate direttamente all’interno dei fondi di coesione europei.
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