In Evidenza Ottana, presunte violazioni della misura cautelare: in carcere il sindaco Franco Saba

Ottana, presunte violazioni della misura cautelare: in carcere il sindaco Franco Saba

Il sindaco Franco Saba, rieletto a giugno mentre era ai domiciliari, viene trasferito in carcere per aver violato i divieti di comunicazione

Crediti foto: Facebook - Franco Saba

Si aprono le porte del carcere di Badu ‘e Carros, a Nuoro, per Franco Saba, il sindaco di Ottana riconfermato alla guida del Comune lo scorso giugno nonostante si trovasse agli arresti domiciliari. Gli agenti della Polizia di Stato hanno dato esecuzione a un’ordinanza di aggravamento della misura cautelare emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Nuoro.

La misura cautelare

Saba si trovava ristretto nella propria abitazione dal 12 maggio scorso con l’accusa di tentata concussione in concorso, reato per il quale il procedimento penale si trova tuttora nella fase delle indagini preliminari. La decisione del gip di inasprire la misura, disponendo il trasferimento in cella, è scaturita dalle ripetute e presunte violazioni delle prescrizioni imposte dal regime dei domiciliari: secondo gli inquirenti, l’amministratore avrebbe intrattenuto conversazioni e contatti non autorizzati con esponenti politici e altre persone esterne.

La vicenda politica e giudiziaria di Franco Saba, alla guida del paese dal 2020 e sospeso dalle funzioni sindacali in applicazione della legge Severino, si era arricchita di un capitolo singolare durante le consultazioni elettorali del 7 e 8 giugno scorso. Unico candidato alla carica di primo cittadino, Saba era riuscito a ottenere la riconferma superando lo sbarramento del quorum grazie all’affluenza del 60,8% degli elettori. Successivamente, nel tentativo di scongiurare l’arrivo di un commissario prefettizio, il sindaco aveva provveduto a nominare la propria giunta trasmettendo i relativi decreti via PEC direttamente dal luogo di detenzione domiciliare.

L’accusa di violazione dei domiciliari

Proprio l’invio telematico delle nomine — giustificato dal suo legale che ha sempre ribadito l’innocenza del proprio assistito respingendo ogni accusa — è finito sotto la lente d’ingrandimento degli inquirenti. La trasmissione dei documenti via posta certificata è stata infatti interpretata come una violazione del divieto assoluto di comunicazione con l’esterno, un’anomalia già segnalata alla magistratura e formalmente evidenziata in una delibera del Consiglio comunale dello scorso 26 giugno.

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