Notizie Cagliari Violenza su 13enne a Cagliari, scarcerato l’aggressore: presentata interrogazione ai Ministri

Violenza su 13enne a Cagliari, scarcerato l’aggressore: presentata interrogazione ai Ministri

Interrogazione dei deputati sardi di FdI sul caso della tredicenne aggredita a Cagliari. Chiesti accertamenti sulla scarcerazione dell'indagato

Crediti foto: Ansa

La scarcerazione di un cittadino algerino di 29 anni, richiedente asilo, accusato di aver compiuto una gravissima violenza sessuale ai danni di una ragazzina di 13 anni a Cagliari, diventa un caso politico nazionale. I deputati sardi di Fratelli d’Italia — Salvatore Deidda, Francesco Mura, Gianni Lampis e Barbara Polo — hanno annunciato il deposito di un’interrogazione parlamentare urgente indirizzata ai Ministri della Giustizia, dell’Interno e del Lavoro per fare piena luce sulla gestione giudiziaria e amministrativa della vicenda.

L’indagato, arrestato nei giorni scorsi dalla Polizia, è stato infatti rimesso in libertà dal giudice con la sola applicazione della misura cautelare dell’obbligo di firma, nonostante il Pubblico Ministero avesse sollecitato la custodia cautelare in carcere.

Il ringraziamento alla Polizia e le perplessità sulla scarcerazione

I parlamentari di Fratelli d’Italia hanno voluto innanzitutto esprimere il proprio plauso agli investigatori: “Vogliamo ringraziare la Squadra Mobile della Polizia di Stato per la straordinaria rapidità e professionalità con cui ha condotto le indagini, identificando e fermando il presunto responsabile. Un lavoro eccellente che, purtroppo, rischia di essere vanificato da decisioni di scarcerazione che i cittadini faticano a comprendere”.

Pur ribadendo il rispetto per l’autonomia della magistratura, i deputati sottolineano la discrepanza tra la gravità del reato contestato e la decisione del giudice: “Il fatto che per un reato di tale ferocia sia stata applicata una misura blanda come l’obbligo di firma, disattendendo la richiesta di fermo in carcere avanzata dal PM, genera un profondo e giustificato allarme sociale nella nostra comunità”.

Il nodo dell’accoglienza a Monastir

A sollevare forti polemiche è anche la gestione logistica dell’indagato. L’uomo risulta infatti domiciliato da circa otto mesi all’interno del centro di accoglienza di Monastir.

“Ci troviamo di fronte a una situazione paradossale”, denunciano i parlamentari di FdI. “Parliamo di un soggetto che, secondo quanto emerso, non avrebbe mostrato alcuna consapevolezza della gravità dell’atto compiuto, continuando a recarsi al lavoro normalmente e rientrando tranquillamente nella stessa struttura che lo ospita. Chi chiede asilo allo Stato italiano non può macchiarsi di crimini così efferati e continuare a beneficiare del sistema di protezione pubblica, che non è attrezzato per gestire persone indagate per reati violenti”.

Le richieste avanzate ai ministeri di Giustizia, Interno e Lavoro

Attraverso l’interrogazione parlamentare, i quattro deputati sardi chiedono interventi mirati e immediati ai rispettivi dicasteri:

Al Ministero della Giustizia: si richiede l’intervento dell’Ispettorato ministeriale per verificare la regolarità delle procedure che hanno condotto alla fulminea scarcerazione dell’indagato;

Al Ministero dell’Interno: si sollecita l’avvio immediato dell’iter per la revoca dello status di richiedente asilo e delle relative misure di accoglienza a carico del ventinovenne;

Al Ministero del Lavoro: si chiede di verificare l’eventuale erogazione di sussidi o aiuti economici statali a beneficio dell’indagato durante il suo soggiorno in Italia.

“La tutela dei minori, la sicurezza dei cittadini e la certezza della pena devono rimanere priorità assolute”, concludono Deidda, Mura, Lampis e Polo. “Nessuna risorsa pubblica deve essere destinata a chi viola le leggi dello Stato e minaccia l’incolumità dei nostri figli”.

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