Infermiera, studente e ora anche una bodybuilder professionista. Veronica Murredda, 24 anni, originaria di Cagliari e residente a Decimomannu, si sta ritagliando il proprio spazio nel mondo del fitness grazie al recente successo nei Campionati italiani di Rimini del 30 maggio scorso, dove si è guadagnata il salto nel professionismo.
Mangiare bene e tanto allenamento, sì, ma nella scalata di Veronica c’è anche tanta forza mentale nel coniugare lavoro, studio e sport. Con lei abbiamo parlato della sua avventura a Rimini, delle future ambizioni e anche di una disciplina tanto famosa quanto poco conosciuta nel suo lato interiore.
Il 2026 ti ha portata a fare il salto tra i Pro del bodybuilding, cosa significa per te?
È stato un risultato inaspettato e incredibile. Poter gareggiare con atlete di altissimo livello già dalle prime uscite è stata un’emozione unica. La vittoria della Pro Card ha ripagato anni di sacrifici ed è stata la dimostrazione che stavo lavorando nella direzione giusta. Molte delle atlete che si trovavano sul palco con me le seguivo da tempo sui social: mai avrei pensato di potermi confrontare direttamente con loro. Per me è stato un grandissimo onore!
Ci racconti il percorso che ti ha portata all’eccellente prova di Rimini?
Devo dire che mi sono sempre allenata e ho mangiato per anni con il grande desiderio di gareggiare un giorno. La preparazione vera e propria è iniziata ad aprile quando ho intrapreso il percorso di nutrizione e allenamento con il mio coach Federico. La prima gara di debutto come bikini è stata la Milano Cup, una preselezione che prevedeva per le prime 5 classificate di categoria l’accesso al campionato italiano di Rimini. A fine maggio ho gareggiato alla finale Nazionale vincendo le categorie Under 25, da 164 a 169cm, Esordienti e Open, aggiudicandomi la Procard, l’Assoluto e il 2° posto nell’esordio tra le Pro.
Oltre ad essere un’atleta sei anche un’infermiera, come si concilia il tuo lavoro con la carriera sportiva?
Non è stato facile: per tutto questo tempo è stato come avere due lavori a tempo pieno. Il bodybuilding è una passione, è vero, ma quando punti al massimo risultato cerchi di dare il 100% di quello che mente e corpo possono offrirti ogni giorno. Gestire la fame e i macro incastrandoli con i turni notturni in clinica è stato davvero complesso, ma l’amore per il mio lavoro e per questo sport mi ha permesso di non mollare. Fortunatamente sono giovane, ho tanta energia e, soprattutto, posso contare sul supporto fondamentale delle persone che ho accanto.
Prendersi cura del proprio corpo vuol dire anche mangiare bene, ci racconti qualcosa della tua routine alimentare? Dieta ferrea o riesci a concederti anche qualche sfizio?
Oggi mangiare sano viene spesso etichettato come “dieta rigida”, quando in realtà dovrebbe essere la normalità. Durante l’anno mangio in modo equilibrato e bilanciato, semplicemente controllando le quantità in base ai miei obiettivi. In vista di una gara, però, tutto cambia. Quando si entra nella fase profonda della preparazione la dieta si stringe drasticamente, la scelta degli alimenti si riduce e si iniziano a calcolare al grammo anche i liquidi e il sale. Mangiare già “pulito” di mio ha reso il percorso più gestibile, ma la fame e il calo di energie – soprattutto nell’ultimo periodo e nel breakdown tra una gara e l’altra – mi hanno messa a dura prova. In quei momenti la testa deve essere fortissima e focalizzata sull’obiettivo, perché la stanchezza rischia di farti trascurare tutto il resto.
Ci sono altre passioni che stai coltivando oltre il fitness?
Ho tanti hobby tra cui il canto e il ballo. Fino a qualche anno fa ho partecipato a diversi concorsi. Purtroppo però, tra lavoro e palestra il tempo non è sufficiente e ho dovuto fare delle scelte. Sono appassionata di nutrizione e spero un giorno di poter realizzare questo altro mio grande sogno e fare della mia passione il mio lavoro.
In futuro ti vedi più atleta, infermiera o altro?
In questo momento della mia vita, per quanto sia innamorata di questo sport e voglia ancora dare tanto, non credo che tra dieci anni sarò ancora sul palco come atleta. Mi piacerebbe molto, però, che il fitness e la salute potessero integrarsi nella mia vita lavorativa futura, esattamente come oggi fanno parte della mia quotidianità. Chissà cosa mi riserverà il futuro…
Per quanto riguarda il bodybuilding, c’è qualche nuovo appuntamento importante all’orizzonte?
Per ora l’obiettivo principale è recuperare le energie, costruire nuova massa muscolare e lavorare sui punti carenti per portare sul palco una condizione ancora migliore. Nonostante queste due vittorie importantissime e gratificanti, considero questo traguardo solo come un punto di partenza per crescere. Valuteremo la programmazione e i prossimi palchi insieme al mio coach durante il percorso, scegliendo i contest e le federazioni in cui potrò esprimermi al meglio.
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