Il Lago del Cuga e l’emergenza idrica in Sardegna. Secondo il Centro Studi Agricoli, al 20 luglio 2026 il bacino contiene appena 1,23 milioni di metri cubi d’acqua, un dato che comprende anche fanghi e cosiddette “acque morte” e che viene indicato come addirittura peggiore rispetto a quello registrato nell’estate 2025, anno segnato da una delle più gravi siccità degli ultimi tempi nella Nurra.
A lanciare l’allarme sono il presidente Tore Piana e il vicepresidente Stefano Ruggiu, che parlano di una situazione estremamente critica sia sotto il profilo ambientale sia per le conseguenze sulle aziende agricole del territorio.
Preoccupazione per l’ecosistema del bacino
Secondo il Centro Studi Agricoli, il drastico abbassamento del livello dell’acqua sta provocando nuovi danni all’ecosistema del lago. Vengono segnalati episodi di moria di pesci, mentre anche flora e fauna acquatica risentirebbero pesantemente della situazione.
L’associazione evidenzia inoltre come, allo stato attuale, non risulterebbero aperte le paratie del Temo, soluzione che in passato era stata utilizzata per incrementare le disponibilità idriche del Cuga.
Acqua irrigua interrotta nella Nurra
Tra gli aspetti che destano maggiore preoccupazione c’è anche la sospensione dell’erogazione dell’acqua irrigua nel distretto La Corte-Campanedda, che, secondo il Centro Studi Agricoli, proseguirebbe da oltre 48 ore.
L’interruzione arriva proprio durante un’ondata di caldo eccezionale, con temperature superiori ai 42 gradi, in un periodo particolarmente delicato per le colture agricole.
L’associazione sostiene che, sulla base delle informazioni raccolte, non sarebbero emerse criticità tali da giustificare un’interruzione così prolungata della distribuzione dell’acqua.
Esposto e richiesta di verifiche
Il Centro Studi Agricoli ricorda di aver già presentato un esposto-denuncia sulla gestione della risorsa idrica, precisando che saranno gli organi competenti a valutare eventuali responsabilità.
Nella nota, Tore Piana e Stefano Ruggiu dichiarano: “Noi continuiamo a rilevare una gestione dell’acqua irrigua che presenta numerosi aspetti sui quali riteniamo doveroso chiedere chiarezza. Sarà la magistratura a valutare quanto accaduto. Il Centro Studi Agricoli ha già presentato un esposto-denuncia e non spetta certamente a noi esprimere giudizi: saranno gli organi competenti ad accertare eventuali responsabilità”.
I due rappresentanti aggiungono inoltre: “Noi prendiamo semplicemente atto di alcuni fatti oggettivi: il Lago Cuga è praticamente vuoto, si registra un evidente danno ambientale con la moria dei pesci e della flora acquatica e, nello stesso momento, viene interrotta per oltre due giorni la distribuzione dell’acqua irrigua in una vasta area della Nurra, proprio durante un’ondata di caldo eccezionale”.
Attivati alcuni pozzi per l’irrigazione
Il Centro Studi Agricoli riferisce inoltre di aver appreso che il Consorzio di Bonifica della Nurra starebbe attivando alcuni pozzi per garantire l’approvvigionamento irriguo.
Su questo punto Piana e Ruggiu concludono: “Se ciò corrispondesse al vero, chiediamo alla Corte dei Conti di verificare attentamente i costi di questa operazione e soprattutto chi dovrà sostenerli. Ci auguriamo che tali oneri non ricadano ancora una volta sulle spalle dei consorziati e degli agricoltori, già fortemente penalizzati da una stagione estremamente difficile”.
L’associazione annuncia infine che continuerà a monitorare l’evoluzione della situazione, ribadendo la necessità di garantire una gestione trasparente delle risorse idriche e la tutela delle imprese agricole della Nurra.
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