Regione Variazione di Bilancio regionale, Locci: “Manca confronto con gli enti locali”

Variazione di Bilancio regionale, Locci: “Manca confronto con gli enti locali”

Il presidente del Consiglio delle Autonomie locali critica il metodo della Regione sulla variazione da oltre un miliardo di euro

Crediti foto: Ignazio Locci - Facebook

La variazione di bilancio e l’assestamento finanziario della Regione Sardegna finiscono al centro delle critiche del Consiglio delle Autonomie locali. Il presidente del Cal, Ignazio Locci, al termine della riunione dell’organismo, ha espresso perplessità sul percorso seguito dalla Giunta regionale nella definizione delle priorità di spesa.

Secondo Locci, la manovra rappresenta un passaggio particolarmente rilevante per la quantità di risorse coinvolte: oltre un miliardo di euro che, a suo avviso, richiederebbero un confronto più ampio con il sistema delle autonomie territoriali.

Le critiche

“Dispiace non avere contezza del quadro e delle scelte del Governo regionale”, ha dichiarato il presidente del Cal, sottolineando come le decisioni non sarebbero state condivise con gli enti locali. “Infatti non sappiamo quali scelte si vogliano fare per la Sardegna. Certamente non sono state condivise con il mondo delle autonomie locali. Non è un buon metodo di confronto, soprattutto in presenza di un’ampia quantità di risorse, probabilmente più della legge finanziaria ordinaria”.

Nel corso dell’incontro sono emerse diverse criticità segnalate dai rappresentanti dei Comuni. Tra le principali richieste figurano maggiori risorse per le politiche sociali, il sostegno alla gestione dei luoghi della cultura, lo scorrimento delle graduatorie dei lavori pubblici e nuovi fondi per la tutela del territorio, compresa la prevenzione degli incendi.

“I sindaci sono in prima fila ma con sempre meno risorse, eppure rischiano in prima persona avendo responsabilità molto precise. Occorre maggiore attenzione verso gli enti locali e le discussioni sulla direzione della spesa devono essere in qualche modo condivise e rese più trasparenti, proprio per coinvolgere fattivamente gli amministratori locali. A meno che non ci sia la volontà di riservare attenzione esclusivamente ai comuni più grandi”.

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